6 Ottobre 2026, martedì
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L’ombra del serial killer: “Ho ucciso anche un’altra escort”

La confessione choc di Vasile Frumuzache, già arrestato per l’omicidio di Maria Denisa Adas. Ritrovata l’auto della seconda vittima scomparsa nell’agosto 2024. Gli inquirenti: “Potrebbe non essere finita qui”.

Un altro nome, un’altra vita spezzata. E un dubbio inquietante: siamo davanti a un serial killer.

L’inchiesta sull’atroce omicidio di Maria Denisa Adas, la escort trovata decapitata il 20 maggio in un casolare abbandonato a Montecatini Terme, si arricchisce di un nuovo, drammatico capitolo. Vasile Frumuzache, 32 anni, guardia giurata di origine romena, ha ammesso di aver ucciso anche un’altra donna, una escort scomparsa nell’agosto 2024 nella stessa zona. La confessione è arrivata durante un lungo interrogatorio condotto dai carabinieri del comando provinciale di Prato, che hanno stretto il cerchio attorno a Frumuzache grazie a un meticoloso lavoro investigativo.

Il giallo dell’auto riverniciata

A far scattare il sospetto è stata una vettura sospetta, rinvenuta nel garage dell’uomo a Monsummano Terme durante una perquisizione: si trattava dell’auto di Ana Maria Andrei, 28 anni, anche lei di origine romena, sparita nel nulla il 1° agosto 2024. Frumuzache aveva tentato di camuffarla, riverniciandola e occultandola in un box lontano dalla sua abitazione. Quando gli investigatori gli hanno chiesto conto di quella macchina, è crollato: “Sì, era una escort. L’ho uccisa anche lei. Si era rifiutata di avere rapporti”. Secondo la sua versione, il rifiuto avrebbe scatenato un impeto di rabbia culminato in un feroce accoltellamento.

Gli inquirenti stanno ora passando al vaglio la sua confessione, alla luce di dettagli che solo il vero autore potrebbe conoscere. Intanto, la pista del killer seriale prende forma: due donne, entrambe prostitute, entrambe uccise a distanza di pochi mesi, nella stessa area geografica, con modalità simili. E forse, sospettano gli investigatori, non sono le uniche.

Denisa, l’ultima notte nella stanza 101

Il primo delitto emerso – in ordine temporale il secondo – è quello che ha scosso l’opinione pubblica per la sua brutalità senza precedenti. Denisa Adas, 30 anni, è stata vista viva l’ultima volta il 15 maggio. Secondo quanto raccontato da Frumuzache, i due si erano incontrati nella stanza 101 del residence Ferrucci a Prato, dove lei esercitava. Durante l’incontro, la donna avrebbe preteso 10.000 euro, minacciando di rivelare la relazione alla moglie di lui. “Mi ha detto che avrebbe distrutto la mia famiglia”, ha detto l’uomo. È allora che avrebbe perso il controllo.

Dopo averla strangolata, l’uomo ha messo in atto un piano di macabro occultamento: ha decapitato il corpo, chiuso il busto in un trolley e la testa in un sacco dell’immondizia. Il corpo è stato abbandonato tra i rovi, in un’area periferica di Montecatini. La testa, ritrovata carbonizzata a chilometri di distanza, è stata localizzata solo grazie alle indicazioni dell’assassino stesso.

Il killer incastrato da tecnologia e sangue freddo

Fondamentali per smascherare l’assassino sono stati i filmati delle telecamere di sorveglianza e i dati GPS della sua auto. Le immagini lo ritraggono mentre entra alle 22:50 nel residence con un borsone nero e ne esce dopo la mezzanotte con il trolley bianco della vittima. I dati di geolocalizzazione della sua Volkswagen Golf e i tabulati telefonici hanno confermato i suoi spostamenti tra Prato e Montecatini Terme, nelle stesse ore in cui Denisa veniva uccisa.

L’uomo è stato arrestato pochi giorni dopo il ritrovamento del cadavere. Le prove raccolte sono state ritenute “inequivocabili” dalla procura. Ma è stata la sua stessa voce, durante l’interrogatorio, a svelare un orrore più ampio.

Il profilo: padre di famiglia con una doppia vita

Vasile Frumuzache ha un volto che non suggerisce il mostro. Sposato, padre di due figli piccoli, lavorava come guardia giurata. Un impiego regolare, una vita all’apparenza ordinaria. Dietro quella facciata, però, si nascondeva una personalità oscura, capace di mentire, pianificare, uccidere e infine occultare con freddezza chirurgica.

Gli investigatori stanno passando al setaccio il suo passato, le sue frequentazioni, i suoi spostamenti negli ultimi anni. “Non escludiamo che ci siano altri casi legati a lui”, ha dichiarato una fonte investigativa. La procura ha aperto un fascicolo parallelo, per verificare l’eventuale responsabilità in altre sparizioni o omicidi irrisolti.

Un’indagine ancora aperta

La doppia confessione di Frumuzache ha aperto uno scenario da incubo: quello di un possibile serial killer che ha agito indisturbato per mesi, forse anni. Gli inquirenti stanno seguendo più piste contemporaneamente, anche grazie alla collaborazione con altri comandi dell’Arma.

Intanto, i familiari delle vittime attendono giustizia. E il Paese si interroga su come sia potuto accadere, ancora una volta, che la violenza si sia abbattuta in modo così feroce su donne invisibili, marginali, spesso prive di protezione. Con la speranza – e il timore – che l’elenco non debba allungarsi ancora.

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