5 Ottobre 2026, lunedì
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Pescara, giovane muore dopo l’uso del taser: si attende l’esito dell’autopsia

Un 30enne ha perso la vita per un arresto cardiaco dopo essere stato colpito con un taser in Questura. Al momento nessun nesso accertato tra il dispositivo e il decesso. La Procura apre un’inchiesta.

PESCARA — Un arresto cardiocircolatorio improvviso, il trasporto d’urgenza in ospedale, poi il decesso. È quanto accaduto a un uomo di 30 anni, morto nelle scorse ore a Pescara, dopo un malore seguito all’utilizzo di un taser da parte di un agente di polizia all’interno della Questura.

La vicenda ha immediatamente acceso i riflettori su quanto accaduto nelle stanze della sicurezza pubblica e su un tema particolarmente delicato: l’impiego dei dispositivi a impulso elettrico da parte delle forze dell’ordine.

Secondo quanto riportato dagli inquirenti, al momento non esiste una correlazione provata tra lo shock elettrico provocato dal taser e il conseguente arresto cardiaco. Tuttavia, sarà solo l’autopsia — già disposta dalla Procura — a fare piena luce sulle cause effettive del decesso.

I fatti: dal fermo al tragico epilogo

Il giovane, le cui generalità non sono ancora state rese note ufficialmente, si trovava in Questura a seguito di un intervento della polizia. In un contesto ancora da chiarire nei dettagli, avrebbe manifestato comportamenti agitati o pericolosi, tali da richiedere, secondo la ricostruzione iniziale, l’intervento con il taser da parte di uno degli agenti presenti.

Poco dopo essere stato colpito dal dispositivo a scarica elettrica, il 30enne avrebbe avuto un improvviso malore. Subito è stato allertato il 118, che ha trasferito l’uomo in ospedale. Nonostante i tentativi di rianimazione, è deceduto poco dopo l’arrivo al pronto soccorso.

La Procura apre un fascicolo: si indaga per omicidio colposo

La Procura di Pescara ha aperto un fascicolo, attualmente senza indagati, per accertare ogni dettaglio dell’accaduto. L’ipotesi di reato al momento è quella di omicidio colposo a carico di ignoti, un atto dovuto per consentire l’autopsia e le indagini. Il corpo è stato posto sotto sequestro.

Gli accertamenti si concentreranno sull’intera sequenza dei fatti, compreso lo stato di salute pregresso del giovane, la dinamica esatta dell’intervento e le modalità di utilizzo del taser.

Il nodo taser: strumento di sicurezza o rischio sottovalutato?

L’episodio riapre un dibattito mai sopito sull’uso del taser da parte delle forze dell’ordine. Introdotto in Italia nel 2022 come strumento intermedio tra il corpo a corpo e l’arma da fuoco, il taser è pensato per immobilizzare soggetti pericolosi senza esiti letali. Ma non è privo di controindicazioni, soprattutto su persone con condizioni mediche pregresse o in stato alterato.

In casi analoghi, in Italia e all’estero, la morte sopraggiunta dopo l’uso del taser ha alimentato polemiche e richieste di maggiore regolamentazione. Secondo il protocollo d’impiego, il dispositivo dovrebbe essere usato solo in situazioni in cui altri mezzi risultino inefficaci o sproporzionati.

Attesa per l’autopsia: sarà decisiva

In queste ore, la famiglia del giovane attende risposte ufficiali. Le autorità sanitarie eseguiranno nei prossimi giorni l’esame autoptico, che dovrà stabilire se esista un legame diretto tra l’uso del taser e l’arresto cardiaco, o se il decesso sia da attribuire ad altre concause, come patologie pregresse, abuso di sostanze o stress acuto.

Nel frattempo, Pescara resta sospesa tra dolore, domande e silenzi. Solo la scienza e la giustizia potranno dire l’ultima parola su un caso che interroga coscienze e istituzioni.

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