7 Ottobre 2026, mercoledì
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Italia, cresce il rischio di povertà per i bambini sotto i 6 anni. Eurostat lancia l’allarme

Nel 2024, quasi un bambino su quattro vive in condizioni di povertà o esclusione sociale. Ma la situazione è particolarmente critica per i più piccoli.

Roma – È allarmante il quadro che emerge dal nuovo rapporto di Eurostat sulla povertà e l’esclusione sociale in Europa, con l’Italia che registra un incremento preoccupante del rischio di povertà per i bambini sotto i sei anni. Se, nel complesso, il tasso di povertà o esclusione sociale per i minori rimane stabile al 27,1%, la situazione per i più piccoli, sotto i sei anni, segna un aumento significativo, passando dal 25,9% del 2023 al 27,7% nel 2024.

Un dato che evidenzia come la fascia più vulnerabile della popolazione italiana stia vivendo una condizione di crescente marginalizzazione, con una percentuale che supera di oltre due punti quella media europea, ferma al 24,2% per i minori nel 2024 (in lieve calo rispetto al 24,8% dell’anno precedente).

La povertà minorile, infatti, non è solo un problema economico, ma un vero e proprio ostacolo allo sviluppo e alle opportunità future per i più giovani. Secondo l’Eurostat, i bambini a rischio di povertà o esclusione sociale sono quelli che vivono in famiglie con un reddito inferiore al 60% di quello mediano, o che affrontano situazioni di deprivazione materiale o di bassa intensità lavorativa.

La situazione dei più piccoli

Se l’indicatore complessivo per i minori rimane preoccupante, il dato relativo ai bambini sotto i sei anni è particolarmente drammatico. Questa fascia d’età, che rappresenta il periodo formativo cruciale per ogni individuo, sta vivendo condizioni sempre più difficili. Il 27,7% dei bambini italiani sotto i sei anni vive infatti in una famiglia che si trova sotto la soglia di povertà relativa, con un aumento di quasi due punti rispetto all’anno precedente.

Questi bambini, privati della possibilità di accedere a una qualità della vita adeguata, rischiano di compromettere le loro stesse opportunità future, con ripercussioni a lungo termine sulla loro educazione, salute e integrazione sociale. Le cause di tale crescita sono molteplici, e spaziano dalla disoccupazione crescente nelle famiglie più vulnerabili, a politiche sociali insufficienti, fino alla crisi economica che ha ridotto il potere d’acquisto di milioni di famiglie italiane.

Le altre fasce d’età e i dati in Europa

Per quanto riguarda le altre fasce di età, il rischio di povertà per i bambini tra i 6 e gli 11 anni è in lieve diminuzione, passando dal 26,4% al 25,9%. Un dato che potrebbe suggerire una leggera ripresa o comunque una parziale mitigazione della situazione, anche se il tasso rimane comunque allarmante.

Purtroppo, l’aumento della povertà non risparmia nemmeno le persone anziane. Il rischio di povertà per gli over 60, infatti, è in lieve aumento, raggiungendo il 20,6% nel 2024, con un’inversione di tendenza che preoccupa anche in relazione all’invecchiamento della popolazione italiana.

Le misure da adottare

Gli esperti sottolineano che la povertà minorile è una delle sfide più difficili da affrontare, poiché il rischio è che il ciclo di povertà si perpetui anche nelle generazioni future, creando una società sempre più divisa e meno inclusiva. È urgente, quindi, che il governo italiano e le istituzioni locali adottino politiche mirate per combattere la povertà infantile, migliorando l’accesso ai servizi di base come l’istruzione, la salute e il sostegno alle famiglie in difficoltà economiche.

Il rafforzamento delle politiche di welfare e una maggiore attenzione alla condizione di povertà nelle famiglie con bambini rappresentano la chiave per interrompere questo ciclo di disuguaglianza. Inoltre, va dato maggiore supporto a quelle famiglie che si trovano in situazioni di deprivazione materiale, non solo con incentivi economici, ma anche con interventi che puntino a garantire opportunità educative e culturali ai bambini più svantaggiati.

Il report di Eurostat rappresenta un importante monito per il nostro Paese. Se non vengono adottate politiche più incisive e mirate, l’Italia rischia di vedere crescere un’intera generazione di giovani sempre più esclusi dalle opportunità di sviluppo economico e sociale, creando una frattura irreversibile tra i diversi strati della società. Ora è il momento di agire, con urgenza e determinazione.

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