14 Ottobre 2026, mercoledì
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Gaza, evacuato con la forza l’ospedale Al-Awda: medici e pazienti costretti a lasciare la struttura

L’unico presidio medico ancora operativo nel nord della Striscia, situato a Tel al-Zaatar, è stato sgomberato sotto la pressione delle forze israeliane. Cresce l’allarme umanitario.

GAZA — Le forze armate israeliane hanno evacuato con la forza l’ospedale Al-Awda, situato a Tel al-Zaatar, nel nord della Striscia di Gaza. A denunciarlo è la direzione sanitaria della struttura, che in una comunicazione ufficiale parla di un’azione “imposta con la forza” nei confronti sia dei pazienti ricoverati sia del personale medico ancora in servizio.

L’ospedale Al-Awda rappresentava l’ultimo baluardo sanitario funzionante nell’area settentrionale della Striscia, già da mesi messa a dura prova da continui bombardamenti, assedi e interruzioni dei rifornimenti essenziali. “Le forze di occupazione israeliane stanno procedendo all’evacuazione forzata dei locali dell’ospedale, l’unico ancora operativo nella regione”, si legge nel comunicato diffuso dalla struttura.

Le dinamiche precise dell’evacuazione restano ancora parzialmente oscure. Secondo fonti mediche locali, all’interno della struttura si trovavano ancora decine di pazienti, molti dei quali in condizioni critiche e non trasportabili senza adeguati mezzi sanitari. I medici sarebbero stati costretti ad abbandonare in fretta i reparti, mentre fuori dall’edificio proseguivano le operazioni militari israeliane.

L’intervento dell’esercito si inserisce in un contesto di crescente pressione militare nel nord di Gaza, dove da settimane si registrano combattimenti intensi. L’evacuazione dell’Al-Awda segna un ulteriore colpo alla già fragile rete sanitaria del territorio, con le organizzazioni umanitarie che lanciano l’allarme su un sistema al collasso, incapace di rispondere ai bisogni minimi della popolazione.

La notizia ha sollevato forti preoccupazioni anche a livello internazionale. Diverse ONG attive nella regione denunciano possibili violazioni del diritto internazionale umanitario, ricordando che ospedali e strutture sanitarie godono di protezione speciale in tempo di guerra, a meno che non vengano utilizzate per scopi militari — accusa, questa, non ancora supportata da prove nel caso specifico.

In un contesto dove migliaia di civili risultano sfollati e dove l’accesso agli aiuti resta estremamente limitato, la chiusura dell’ospedale Al-Awda acuisce una crisi già drammatica. Le autorità sanitarie locali e le agenzie delle Nazioni Unite chiedono con urgenza l’apertura di corridoi umanitari e la protezione del personale medico, sottolineando come ogni ulteriore perdita di presidi sanitari rischi di trasformare la crisi sanitaria in una catastrofe senza precedenti.

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