7 Ottobre 2026, mercoledì
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Stretta sui visti e nuove polemiche: l’America di Trump alza barriere e grazia corrotti

Stop ai visti per studenti stranieri, controlli sui social, travel warning per l’Italia e una controversa grazia a un ex sceriffo corrotto. Tra scelte radicali e dichiarazioni incendiarie, Trump ridisegna il volto degli Stati Uniti in chiave muscolare.

Trump alza i toni: più controlli, meno visti, più nemici. Studenti stranieri nel mirino e nuova bufera sulla grazia a un ex sceriffo condannato per corruzione

Nel mosaico di provvedimenti e dichiarazioni che continua a comporre l’agenda politica dell’amministrazione Trump, la giornata di ieri ha segnato un nuovo picco di tensione. Da un lato, la sospensione dei visti per studenti stranieri, accompagnata dalla proposta di controlli sui profili social dei candidati. Dall’altro, una contestata grazia presidenziale a un ex sceriffo condannato per corruzione e l’inasprimento del travel advisory per l’Italia. In mezzo, frecciate reali e un cambio di rotta sulle vaccinazioni infantili.

Visti sospesi e social sotto controllo

Un cablogramma interno del Dipartimento di Stato, datato martedì e firmato dal segretario Marco Rubio, impone a tutte le ambasciate e sezioni consolari statunitensi di sospendere immediatamente i nuovi colloqui per il rilascio di visti studenteschi. La misura è parte di un piano più ampio che prevede l’obbligo, per tutti i richiedenti stranieri, di sottoporre i propri account social a un controllo preventivo da parte delle autorità americane.

Secondo fonti riportate da Politico, l’obiettivo dichiarato sarebbe quello di rafforzare la sicurezza nazionale, ma la mossa ha già sollevato reazioni critiche da parte del mondo accademico, che teme una fuga di cervelli e un calo significativo degli studenti internazionali negli Stati Uniti, storicamente uno dei motori culturali ed economici del sistema universitario americano.

Italia meno sicura? Sale il livello di allerta

Come se non bastasse, il Dipartimento di Stato ha alzato da livello uno a livello due l’allerta per i viaggiatori statunitensi diretti in Italia. Il nuovo “travel advisory”, emesso il 23 maggio, invita i turisti americani a esercitare “maggiore cautela” a causa del “rischio di violenza terroristica”. Un avvertimento che ha lasciato perplessi molti osservatori, considerata l’assenza di segnali concreti di allarme, e che potrebbe avere conseguenze pesanti sul settore turistico italiano.

Grazia controversa: Trump salva lo sceriffo corrotto

Ma è la grazia concessa a Scott Howard Jenkins, ex sceriffo della contea di Culpeper (Virginia), ad aver scatenato la polemica più feroce. Condannato a marzo a dieci anni per corruzione — dopo aver accettato oltre 75.000 dollari in contanti e “donazioni” per nominare vice sceriffi amici e sostenitori — Jenkins è stato sollevato dalla pena con un provvedimento diretto del presidente Trump.

In un post pubblicato su Truth Social, Trump ha definito Jenkins “una persona meravigliosa vittima dei mostri della sinistra radicale”, attaccando il Dipartimento di Giustizia sotto l’amministrazione Biden per un presunto “eccesso di zelo”. “Non passerà un solo giorno in carcere — ha scritto l’ex presidente — domani avrà una vita meravigliosa e produttiva.”

Tre degli uomini coinvolti avevano già ammesso la propria colpevolezza, ma per Trump l’ex sceriffo è “un perseguitato politico” meritevole di clemenza. Una decisione che ha riaperto il dibattito sull’uso personalistico e arbitrario dello strumento della grazia presidenziale.

Kennedy taglia il vaccino anti-Covid per bambini sani

A far discutere anche il capo della Sanità americana, Robert F. Kennedy Jr., che ha rimosso il vaccino contro il Covid-19 dalla lista delle vaccinazioni raccomandate per bambini in buona salute e donne in gravidanza. Una decisione che contraddice le linee guida delle maggiori organizzazioni sanitarie internazionali, e che rischia di alimentare ulteriore disinformazione in un Paese già polarizzato sul tema dei vaccini.

Re Carlo e il colpo di fioretto: “Autodeterminazione per i canadesi”

Infine, una frecciata regale. Nel suo discorso per l’apertura del Parlamento canadese, Re Carlo III ha sottolineato come “l’autodeterminazione sia un valore caro ai canadesi”, un messaggio interpretato dai media anglosassoni come un elegante ma deciso affondo ai desideri annessionistici di Trump, che recentemente ha ipotizzato — non senza clamore — l’integrazione del Canada come 51° stato degli Stati Uniti.

In un solo giorno, l’ex presidente Trump ha riacceso il fuoco su fronti interni e internazionali, tra politiche migratorie restrittive, decisioni giudiziarie controverse, attacchi alla scienza e dichiarazioni infuocate. Una giornata che, per molti, è l’ennesima prova che la sua visione dell’America non conosce né confini né compromessi.

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