6 Ottobre 2026, martedì
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Le notti di Bergamo: l’amore, l’arte e il coraggio ai tempi della pandemia

Il romanzo di esordio presentato il 6 maggio all’Ordine dei Medici di Napoli intreccia sentimenti, teatro e resilienza nella città simbolo del Covid-19.

Un amore interrotto, un laboratorio teatrale, una città ferita.
Sono questi gli elementi chiave de Le notti di Bergamo, il romanzo di Ernesto di Cianni che sarà presentato martedì 6 maggio alle ore 17.30 presso la sede dell’Ordine dei Medici di Napoli, alla Riviera di Chiaia 9/C. Un evento che vedrà la partecipazione dell’autore insieme a personalità di rilievo: Bruno Zuccarelli, presidente dell’Ordine, Ivan Gentile, direttore del reparto Malattie Infettive della Federico II, e Antonio Tricomi, critico letterario e giornalista de La Repubblica.

Il romanzo si snoda tra le vie e le emozioni di Bergamo, prima città italiana a essere travolta dalla pandemia da Covid-19. Un dramma collettivo che si rifrange nella vita privata dei personaggi, tra cui un giovane professore di liceo che, nonostante le difficoltà, anima un laboratorio teatrale scolastico. I suoi studenti lo seguono con entusiasmo, finché una notizia sconvolgente irrompe: il docente è stato ricoverato in terapia intensiva. L’arte, tuttavia, non si arrende. Uno dei ragazzi, appena guarito dal virus, riesce con uno stratagemma a raggiungere l’insegnante in ospedale, per un gesto semplice ma potente: un abbraccio, simbolo di speranza e resistenza.

Dopo il ricovero e il superamento degli esami di maturità, il laboratorio teatrale approda finalmente sul palcoscenico. Qui, le parole si fanno strumenti di rinascita: aforismi, citazioni da commedie, canzoni, poesie e discorsi non solo riempiono la scena, ma orientano anche i sentimenti e le scelte dei protagonisti nella vita reale, soprattutto nei momenti più critici.

Il cuore narrativo del romanzo batte anche al ritmo di una storia d’amore interrotta e mai del tutto spezzata. Fin dalle prime pagine, la relazione tra i due protagonisti si incrina, ma la tensione emotiva non si dissolve: anzi, cresce, alimentata dalla distanza, dalla malattia, dall’incertezza. Il lettore verrà condotto sul filo sottile tra speranza e disillusione, fino all’ultima riga, dove finalmente si svela una soluzione inattesa, tanto sorprendente quanto poetica.

Se il titolo non fosse già stato utilizzato da Gabriel García Márquez, questo romanzo avrebbe potuto chiamarsi “L’amore ai tempi del Covid”. Perché è proprio di questo che si parla: dell’ostinazione con cui si ama, si crea e si vive, anche – e soprattutto – quando tutto sembra crollare.

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