All’alba di oggi, martedì 29 aprile 2025, i Carabinieri del ROS – con il supporto operativo dei Comandi Provinciali territorialmente competenti – hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Palermo, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Destinatario del provvedimento è Antonio Messina, 79 anni, noto negli ambienti criminali con il soprannome “l’Avvocato” e indicato nelle lettere tra Matteo Messina Denaro e Laura Bonafede con lo pseudonimo “Solimano”.
Messina, già condannato per concorso esterno in associazione mafiosa e narcotraffico, nonché ex latitante e massone “in sonno”, è ritenuto partecipe dell’organizzazione mafiosa di Campobello di Mazara. Secondo le indagini, avrebbe gestito in modo continuativo i flussi economici illeciti della famiglia mafiosa, garantendo al boss Matteo Messina Denaro – deceduto nel 2023 – un costante sostegno finanziario, oltre a coltivare rapporti con esponenti di spicco di diverse articolazioni di Cosa Nostra nella provincia di Trapani, con l’obiettivo di consolidare e ampliare attività economiche in settori strategici.
L’inchiesta, denominata “Driss”, ha consentito di raccogliere, secondo il Giudice per le Indagini Preliminari, gravi indizi di colpevolezza nei confronti di Messina. Tra gli elementi più significativi emergono:
- la sua affiliazione rituale a Cosa Nostra, confermata dallo stesso indagato e promossa da Leoluca Bagarella con l’avallo di Messina Denaro, che avrebbe riconosciuto in lui un ruolo di rilievo adeguato alle sue capacità strategiche e relazionali;
- l’intensa attività imprenditoriale svolta in contatto con personaggi criminali attivi in vari territori, mirata alla gestione dei proventi dell’oleificio “Fontane d’Oro s.a.s.”, allo smaltimento illecito di rifiuti urbani in Brasile, all’edilizia legata al “superbonus 110%”, all’acquisto di immobili all’asta o confiscati e alla commercializzazione di carburanti;
- le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Attilio Fogazza, che ha descritto Messina come un mafioso di rango elevato, dotato di autorevolezza e influenza.
Il provvedimento cautelare prevede per l’indagato la misura degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico. Sono in corso perquisizioni nelle province di Trapani e Bologna, finalizzate all’acquisizione di ulteriori elementi probatori e documentazione utile allo sviluppo investigativo.
In attesa di un giudizio definitivo, nei confronti di Antonio Messina continua a valere il principio della presunzione di innocenza, come garantito dall’ordinamento giuridico italiano.
