6 Ottobre 2026, martedì
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Il Wto rivede al ribasso le previsioni sul commercio globale: “Pesa l’ombra dei dazi e dell’incertezza geopolitica”

Secondo l’Organizzazione Mondiale del Commercio, gli scambi internazionali rischiano di contrarsi fino all’1,5% nel 2025. Allarme per l’impatto delle tensioni commerciali e delle politiche protezionistiche

GINEVRA – Il commercio globale frena, e le previsioni del Wto (World Trade Organization) ne certificano il rallentamento. Nel suo aggiornamento primaverile, l’organizzazione con sede a Ginevra ha annunciato un taglio delle stime per gli scambi internazionali nel 2025, stimando una contrazione compresa tra lo 0,2% e l’1,5%, a seconda dell’evoluzione dei fattori di rischio.

Nel mirino del Wto ci sono soprattutto le crescenti tensioni commerciali tra le grandi potenze, a partire dai nuovi dazi introdotti dagli Stati Uniti, che hanno già avuto un impatto visibile su alcune filiere chiave. “I dazi rappresentano una distorsione che mina la fiducia e ostacola la fluidità degli scambi”, si legge nel comunicato dell’organizzazione.

Il direttore generale del Wto, Ngozi Okonjo-Iweala, ha sottolineato come il sistema commerciale multilaterale stia attraversando una fase di forte pressione: “Le guerre commerciali, la regionalizzazione delle catene di fornitura e l’incertezza politica globale stanno creando un clima poco favorevole alla crescita degli scambi”.

I fattori di rischio

Oltre alle misure protezionistiche, pesano sull’outlook anche i conflitti in corso – dalla guerra in Ucraina alle tensioni in Medio Oriente – e il rallentamento economico in alcuni mercati strategici, in particolare la Cina e l’Unione Europea. Il Wto parla esplicitamente di “gravi rischi al ribasso”, che potrebbero spingere il commercio mondiale ben oltre la soglia simbolica del -1%.

Nonostante la contrazione prevista per il 2025, l’organizzazione non esclude un possibile rimbalzo nel biennio successivo, ma solo a condizione che si riduca la conflittualità commerciale e vengano evitati nuovi ostacoli tariffari o non tariffari.

Pressioni politiche e sfide sistemiche

La fase che si sta delineando è particolarmente critica anche in vista delle elezioni presidenziali statunitensi del novembre 2024, che potrebbero ridefinire in modo radicale l’approccio della prima economia mondiale al commercio internazionale. In parallelo, si assiste a un ritorno del nazionalismo economico in vari Paesi, con governi sempre più orientati a privilegiare la produzione interna rispetto alla globalizzazione tradizionale.

Secondo gli analisti del Wto, una recrudescenza delle politiche economiche isolate – se non controbilanciata da sforzi multilaterali – rischia di compromettere la ripresa post-pandemica e la transizione verde, che necessita di catene globali di valore fluide e cooperative.

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