5 Ottobre 2026, lunedì
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Musica e spiritualità alla vigilia della Settimana Santa: il Giubileo della Speranza risuona all’Ara Coeli

Il 13 aprile, nella suggestiva basilica romana, Jacopo Sipari dirige il Miserere di Bartolucci e lo Stabat Mater di Rossini con l'Orchestra dell'Istituzione Sinfonica Abruzzese e l'International Opera Choir. Un evento che intreccia arte, fede e memoria

La musica sacra torna protagonista nel cuore di Roma, in un evento che unisce arte, devozione e celebrazione liturgica. Domenica 13 aprile, alle ore 19, la Basilica di Santa Maria in Ara Coeli accoglierà il Concerto per il Giubileo della Speranza, appuntamento di grande intensità spirituale e musicale, che segna l’ingresso nella Settimana Santa.

Sul podio, il Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli, direttore musicale dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese, guiderà un cast d’eccellenza composto dall’Orchestra dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese e dall’International Opera Choir, preparato da Giovanni Mirabile. Il programma prevede due capolavori del repertorio sacro: il Miserere del Cardinale Domenico Bartolucci, composizione emblematica della tradizione liturgica romana, e lo Stabat Mater di Gioachino Rossini, affresco musicale carico di pathos e di profondità teologica.

Tra i solisti, alcune delle voci più raffinate del panorama lirico attuale: Federica Guida (soprano), Irene Molinari (mezzosoprano), Raffaele Abete (tenore) e Armando Likaj (baritono). Il concerto è promosso dalla Fondazione Domenico Bartolucci, presieduta da Franco Biciocchi, con il sostegno della Fondazione Roma e di San Colombano Spa, grazie al contributo della famiglia Vernazza.

L’omaggio al Cardinale Bartolucci

Apre la serata il Miserere di Domenico Bartolucci, figura cardine della musica sacra del Novecento, già direttore della Cappella Sistina. Composto nel 1947 e rivisitato nel tempo, il Miserere rievoca il rito austero dell’Officium Hebdomadae Sanctae, durante il quale, nel buio della chiesa illuminata da un solo candeliere triangolare, le candele si spegnevano progressivamente fino a lasciare accesa soltanto quella del Cristo.

La partitura di Bartolucci si distingue per la potenza evocativa: l’uso calibrato dell’orchestra, l’intreccio raffinato di archi, legni e ottoni, i brevi interludi che introducono e sostengono il coro, rendono la scrittura una sintesi tra rigore liturgico e intensa emotività. La polifonia si alterna all’omoritmia con grande equilibrio, evitando ridondanze e valorizzando la centralità del testo sacro.

Secondo il maestro Sipari, “la musica di Bartolucci è intrisa di spiritualità autentica, capace di esprimere il dolore e la speranza in modo profondo e diretto. Dirigere questa opera nell’Ara Coeli, luogo a cui sono profondamente legato, rappresenta per me un momento di grande significato personale e artistico”.

Lo Stabat Mater di Rossini: tra pathos e bellezza

La seconda parte del concerto sarà dedicata al monumentale Stabat Mater di Rossini, nato nel 1831 su richiesta del prelato spagnolo Manuel Fernandez Varela. Dopo molte esitazioni, Rossini accettò la sfida di confrontarsi con il testo struggente di Jacopone da Todi, pur consapevole dell’eredità lasciata da Pergolesi.

Nell’opera, Rossini fonde il suo linguaggio lirico con elementi della polifonia sacra, in una partitura che alterna momenti di dramma a passaggi di intensa dolcezza. Arie e duetti, responsori e sezioni corali si susseguono con grande efficacia teatrale, conferendo al testo religioso una vitalità che sfugge al semplice realismo per elevarsi a riflessione spirituale.

Dal celebre Cuius animam gementem, con le sue virtuosistiche impennate vocali, al Fac ut portem Christi mortem, denso di malinconica bellezza, fino all’intenso Quando corpus morietur, lo Stabat Mater rossiniano è un viaggio nelle pieghe dell’animo umano e nella sofferenza redentrice.

Come sottolineato dal direttore artistico dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese, Ettore Pellegrino, “è un grande onore tornare a suonare all’Ara Coeli con un cast vocale di altissimo livello. La musica di Bartolucci e Rossini ci accompagna in un percorso di riflessione e bellezza, in prossimità della Pasqua”.

Una sinergia tra istituzioni e artisti

Il concerto rappresenta anche un nuovo capitolo della collaborazione tra la Fondazione Bartolucci e l’Istituzione Sinfonica Abruzzese, che proprio quest’anno celebra i 50 anni dalla fondazione. “L’esperienza del Sacrum Festival, in cui questo concerto si inserisce – ha spiegato Alessandro Biciocchi, segretario generale della Fondazione Bartolucci – è un’occasione preziosa per diffondere il repertorio sinfonico-corale del Maestro Bartolucci davanti a un pubblico vasto e attento”.

In un momento storico segnato da incertezze e inquietudini, il messaggio del Papa risuona chiaro: “Abbiamo bisogno che il principio dell’armonia abiti di più il nostro mondo, e cacci via l’uniformità. Voi artisti potete aiutarci a lasciare spazio allo Spirito”. Il Giubileo della Speranza intende proprio questo: offrire alla collettività un tempo e uno spazio di ascolto, silenzio e contemplazione, dove la musica diventa voce di un’umanità in cerca di senso.

Un’occasione, dunque, per vivere con intensità l’attesa della Pasqua attraverso la potenza della grande musica sacra.

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