7 Ottobre 2026, mercoledì
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Riace sfida la Severino: Mimmo Lucano resta sindaco

Con una maggioranza compatta, il Consiglio comunale dice no alla decadenza. La Prefettura valuta il ricorso, ma il paese conferma la fiducia al suo primo cittadino simbolo.

Riace (Reggio Calabria) – Mimmo Lucano resta al timone del suo paese. Il Consiglio comunale di Riace, riunitosi martedì in una seduta ad alta tensione politica e simbolica, ha respinto a maggioranza la proposta di decadenza del sindaco, nonostante la condanna definitiva a 18 mesi inflittagli nel marzo scorso per un reato di falso legato al processo “Xenia”. Un verdetto che avrebbe potuto sancire la fine della sua esperienza amministrativa, ma che invece si è trasformato in una riaffermazione del mandato popolare.

Il voto del Consiglio è stato netto: la maggioranza ha serrato i ranghi e ha bocciato la decadenza, con un solo consigliere che ha scelto la via dell’astensione. Assenti i tre membri dell’opposizione, che non hanno preso parte alla discussione, lasciando alla sola maggioranza la responsabilità – e l’onore – della decisione.

Lucano, figura nota a livello internazionale per il suo modello di accoglienza e integrazione dei migranti, non ha partecipato alla seduta. La sua assenza fisica, tuttavia, non ha indebolito la sua presenza politica, che resta forte nel cuore del paese che l’ha voluto ancora una volta come guida.

La Prefettura di Reggio Calabria, a seguito della sentenza definitiva, aveva avviato il procedimento per la sua decadenza sulla base della legge Severino, che prevede l’ineleggibilità per gli amministratori locali condannati anche con pena sospesa. Secondo il Ministero dell’Interno, la condanna – seppure non comporti la detenzione – sarebbe comunque incompatibile con la permanenza in carica.

Il verdetto del Consiglio, però, apre ora un nuovo scenario: la Prefettura potrebbe decidere di impugnare la decisione davanti al giudice civile, facendo partire un’ulteriore battaglia legale. Nel frattempo, però, Mimmo Lucano resta sindaco. E Riace, ancora una volta, si fa simbolo di una resistenza civile e politica che sfida le regole, invocando giustizia sostanziale oltre quella formale.

Nel piccolo comune della Locride, già al centro di un’attenzione mediatica mondiale per il “modello Riace”, il tempo sembra sospeso tra passato e futuro. E mentre le istituzioni valutano le prossime mosse, il paese ha già fatto la sua scelta: con o senza ostacoli giudiziari, Lucano è – e resta – il suo sindaco.

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