5 Ottobre 2026, lunedì
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Pasqua amara per chi viaggia: Milano-Brindisi costa più di Washington

Trasporti alle stelle: rincari fino al 468% per tornare a casa durante le festività. Assoutenti denuncia speculazioni e disparità. Studenti e lavoratori fuori sede nel mirino.

Mentre le vetrine si riempiono di colombe e uova di cioccolato, per molti italiani la Pasqua si preannuncia tutt’altro che dolce. Un’indagine di Assoutenti accende i riflettori su un paradosso che ha dell’incredibile: volare da Milano a Brindisi costa più che andare a washington. Una realtà con cui devono fare i conti studenti, lavoratori fuori sede e famiglie separate geograficamente, che ogni anno cercano di ricongiungersi durante le festività.

Ma nel 2025 il tradizionale “rientro a casa” ha assunto i contorni di un lusso riservato a pochi. Secondo l’associazione dei consumatori, le tariffe dei mezzi di trasporto in Italia hanno raggiunto livelli da capogiro, con aumenti che in alcuni casi superano il 400% rispetto ai periodi non festivi.

Viaggiare al Sud? Missione (quasi) impossibile

Per chi parte da Linate, lo scenario è surreale: un biglietto A/R Milano-Brindisi, con partenza venerdì 18 aprile e ritorno martedì 22, costa almeno 619 euro. Meno, decisamente meno, servono per volare oltre oceano: 571 euro per un volo andata e ritorno Milano- washington (volo non diretto).

La follia dei prezzi non si ferma qui. Verso Sud, il salasso è generalizzato:

  • 518 euro per Catania
  • 499 euro per Palermo
  • 460 euro per Cagliari

Da altri scali del Nord la situazione non migliora:

  • 401 euro da Genova a Catania
  • 398 euro da Torino a Lamezia Terme

Ecco le percentuali dell’aumento, rispetto ai giorni normali:

  • +240% sulla Linate-Brindisi
  • +248% sulla Genova-Catania
  • +468% sulla Torino-Lamezia Terme
  • +327% sulla Pisa-Catania

“Si tratta di rincari speculativi che colpiscono le fasce più vulnerabili della popolazione”, denuncia Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti. “Chi lavora o studia lontano da casa è ostaggio delle compagnie aeree e delle politiche tariffarie aggressive nei periodi di punta.”

Neppure i pullman fanno più risparmiare

Se fino a pochi anni fa il pullman era il rifugio economico degli studenti e dei pendolari del Sud, oggi anche questo mezzo ha perso la sua aura “low cost”.

Per partire il 18 aprile:

  • Oltre 120 euro per un biglietto Milano-Reggio Calabria o Torino-Reggio Calabria
  • Più di 100 euro per raggiungere Lecce o Bari dalle stesse città

Treni? Affollati, carissimi o introvabili

Chi pensa di trovare rifugio su binari più convenienti, resta deluso. I posti sui treni sono sempre più scarsi e i prezzi schizzano verso l’alto:

  • Da Torino a Reggio Calabria si parte da 195 euro per soluzioni scomode e si arriva a 360 euro per le opzioni più rapide
  • Milano-Reggio Calabria varia tra 104,40 e 345 euro
  • Genova-Lecce può arrivare fino a 340 euro

Sicilia Express? Sold out in 60 minuti

Nel tentativo di venire incontro ai viaggiatori siciliani, la Regione ha rilanciato l’iniziativa del “Sicilia Express”, un treno speciale organizzato in collaborazione con Fs Treni Turistici Italiani. Ma l’entusiasmo ha superato l’offerta: tutti i 1.120 biglietti disponibili (andata e ritorno) sono stati venduti in meno di un’ora.

Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha parlato di “grande successo”, sottolineando come l’iniziativa sia pensata per agevolare il ritorno a casa dei siciliani in modo sostenibile. Quest’anno si aggiunge anche una soluzione intermodale in collaborazione con GNV e Italo: treno da Torino a Napoli il 17 aprile, poi nave fino a Palermo. I biglietti partiranno da 30 euro, in vendita dall’8 aprile.

Consigli (pochi) per non spendere una fortuna

Per evitare di svenarsi, gli esperti di RimborsoAlVolo suggeriscono:

  • Prenotare con largo anticipo
  • Considerare aeroporti secondari per risparmiare
  • Fare attenzione alle regole sui bagagli, pena salate sanzioni al check-in

Il paradosso del viaggiare in Italia

In un Paese che promuove la mobilità sostenibile e la coesione sociale, la realtà dipinta dai dati è scoraggiante. Viaggiare da Nord a Sud è spesso più difficile e costoso che varcare l’Atlantico.

Nel mirino finiscono le politiche tariffarie delle compagnie aeree e ferroviarie, ma anche l’assenza di un piano nazionale per garantire trasporti equi e accessibili nei periodi festivi, soprattutto a beneficio di chi ha fatto della distanza da casa una necessità, non una scelta.

In attesa di interventi strutturali, resta solo la speranza che almeno le uova di Pasqua non seguano la stessa logica dei biglietti aerei.

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