Il 2 aprile 2025 segna il quarantesimo anniversario dell’arrivo in Vaticano della Sindone di Inzago, una reliquia risalente al 1578. Fu San Carlo Borromeo a volerne il trasferimento, desideroso di possedere una copia autentica dell’originale Sindone di Torino, che gli fu donata dal Duca di Aosta, Emanuele Filiberto.
Correva l’anno 1985 quando Papa Giovanni Paolo II volle la Sindone esposta nella Basilica di San Pietro, precisamente all’Altare della Pietà di Michelangelo, come documentato dalle immagini dell’epoca. L’organizzazione dello studio storico, il trasporto a Roma e la delegazione parrocchiale che incontrò il Pontefice furono curati dal Professor Giovanni Mapelli. Egli, in seguito, fu ordinato diacono, presbitero e vescovo dalla Chiesa Ortodossa di Milano, assumendo il nome di Giovanni Climaco. La sua diocesi, fondata nel 1984 dalla Chiesa greca e russo-ucraina, affonda le radici nella successione apostolica del Patriarcato di Costantinopoli, Kiev e Mosca, risalendo fino all’apostolo Pietro in Antiochia.
Vent’anni dopo, esattamente il 2 aprile 2005, Papa Giovanni Paolo II si spense in Vaticano, lasciando un segno indelebile nella memoria collettiva. Ora, altri vent’anni sono trascorsi da quel giorno storico.
Attualmente, la Sindone di Inzago si trova nella Chiesa Parrocchiale Santa Maria Assunta di Inzago. Un tempo prepositura e vicariato foraneo di zona, in passato era custodita nella cripta annessa, accanto a una lapide che ne racconta la storia e le ostensioni, incluse quelle nel Duomo di Milano e in Vaticano.
In occasione del Giubileo della Speranza 2025, la reliquia verrà esposta al pubblico per tutto il periodo pasquale. In passato, come la Sindone di Torino, era visibile solo ogni venticinque anni. Una disposizione dell’Arcivescovo di Milano, il cardinale Dionigi Tettamanzi, ha modificato il decreto del suo predecessore, il beato cardinale Alfredo Ildefonso Schuster, che regolava le ostensioni venticinquennali negli anni Trenta.
Va ricordato, infine, che lo stesso cardinale Schuster compose una speciale preghiera da recitare davanti alla Sacra Sindone per ottenere grazie spirituali. Questa preghiera è ancora oggi reperibile nelle immaginette devozionali, testimoniando una devozione che attraversa i secoli.
