“Il governo italiano arriva al Consiglio europeo diviso e lacerato”, ha dichiarato Alessandro Zan, europarlamentare del Partito Democratico e membro della segreteria nazionale, commentando la situazione politica che precede la partecipazione della premier Giorgia Meloni al vertice di Bruxelles. Secondo Zan, le divisioni interne all’esecutivo sono ormai evidenti, con la Lega di Salvini che ha pubblicamente sconfessato la posizione del governo, mentre Antonio Tajani, Ministro degli Esteri e alleato di Forza Italia, ha apertamente sostenuto il progetto “ReArm Europe” senza esitazioni.
“Quello che abbiamo di fronte è un governo che sembra essere in totale confusione”, ha continuato Zan, “con Salvini che si comporta come un oppositore interno, e una Meloni che sembra incapace di prendere una posizione chiara, intrappolata tra le diverse visioni che convivono all’interno della sua stessa maggioranza”. L’europarlamentare ha poi sottolineato la situazione di stallo in cui la premier si trova, definendola “paralizzata” e “ostaggio delle divisioni interne”, con l’Italia che rischia di non riuscire a difendere adeguatamente i propri interessi in un ambito così cruciale come la difesa comune europea.
Zan ha messo in evidenza la difficoltà di Meloni nell’individuare una linea coerente per il Consiglio europeo. “Oggi, a Bruxelles, quale posizione seguirà la premier?”, si è chiesto l’europarlamentare. “Quella di Salvini, che si oppone frontalmente alla difesa comune europea, o quella di Tajani, favorevole a una visione più integrata e collaborativa? Non è dignitoso per un grande Paese come l’Italia che il proprio governo affronti un tema così cruciale nel caos totale.”
La critica di Zan si concentra sul rischio che l’Italia non riesca a giocare un ruolo di leadership in un contesto europeo sempre più complesso. “Il nostro Paese ha bisogno di una guida forte e coerente in Europa, non di un esecutivo incapace di trovare un accordo su questioni fondamentali come la difesa e la sicurezza collettiva”, ha concluso, rimarcando l’importanza di un approccio unitario nella politica estera e di difesa, soprattutto in un momento delicato come quello che l’Europa sta vivendo.
