19 Ottobre 2026, lunedì
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Trump contro l’Europa: la guerra dei dazi tra accuse e minacce

Il presidente degli Stati Uniti accusa l'Unione Europea di "abusare" del sistema fiscale e commerciale. Eminenti contromosse in vista, con la Francia pronta a difendere le proprie filiere.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha lanciato un nuovo, potente attacco verbale contro l’Unione Europea, definendola “una delle autorità fiscali e tariffarie più ostili e abusive al mondo”. Le sue dichiarazioni, arrivate tramite la sua piattaforma social Truth, non hanno risparmiato toni di denuncia nei confronti di quella che Trump considera una politica economica sfavorevole per gli Stati Uniti, sostenendo che “il mondo intero ci deruba”. L’accusa di Trump si inserisce in un contesto di crescente tensione commerciale, in cui le misure tariffarie sono diventate il cuore di uno scontro sempre più aspro tra Washington e Bruxelles.

Nel mirino del presidente statunitense ci sono in particolare i settori vinicolo e delle bevande alcoliche, con un accenno preciso a tariffe punitive fino al 200% su prodotti come vini, champagne e altre specialità provenienti dalla Francia e da altri Paesi membri dell’Unione Europea. Una minaccia che ha subito suscitato reazioni di forte contrasto, in particolare da parte della Francia, storica rivale economica degli Stati Uniti in questi settori.

La risposta di Parigi non si è fatta attendere. Laurent Saint-Martin, ministro francese per il Commercio Estero, ha dichiarato con fermezza che “non cederemo mai alle minacce”, ribadendo l’intenzione di “proteggere le nostre filiere” e di non abbassare la guardia in quella che considera un’”escalation” provocata da Trump. Il governo francese ha sottolineato che la sua posizione rimane invariata, con l’intenzione di difendere l’industria vinicola e quella dello champagne, simboli della cultura e dell’economia del Paese.

L’Europa si trova dunque di fronte a un nuovo capitolo di una lunga e complessa guerra commerciale con gli Stati Uniti, che potrebbe avere ripercussioni non solo sulle economie di Francia e degli altri Stati membri, ma anche sul futuro delle relazioni tra le due sponde dell’Atlantico. La minaccia di dazi del 200% sui prodotti europei potrebbe infatti far lievitare i prezzi, danneggiando i consumatori statunitensi e mettendo a dura prova le esportazioni europee verso il mercato americano.

Trump, dal canto suo, non sembra intenzionato a mollare la presa, e anzi ha ribadito la sua posizione sulla piattaforma Truth, accrescendo ulteriormente le tensioni. La “guerra commerciale” dichiarata dal presidente americano sembra destinata a proseguire, con le trattative diplomatiche che potrebbero rivelarsi cruciali per evitare l’escalation di misure punitive che rischiano di allargare ulteriormente il conflitto.

In questa battaglia economica, la posta in gioco non è solo la protezione delle filiere produttive ma anche la capacità di preservare l’unità economica e politica di un’Europa che si trova ad affrontare la sfida di difendersi dalle politiche aggressive di un Trump sempre più deciso a riaffermare la supremazia economica degli Stati Uniti.

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