23 Ottobre 2026, venerdì
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Alta tensione in Medio Oriente: Iran minaccia risposta “dura e definitiva” agli USA

Houthi bloccano le navi israeliane, Trump fa marcia indietro sui palestinesi, mentre Israele mantiene il blocco energetico su Gaza.

La guerra in Medio Oriente, giunta al 524esimo giorno, continua a infiammare i rapporti internazionali. Gli scenari si fanno sempre più complessi con il coinvolgimento di Israele, Hamas, Libano, Siria, Iran e gli Houthi dello Yemen.

Iran minaccia gli USA
L’Iran ha lanciato un monito diretto a Washington. La Guida suprema, Ali Khamenei, ha dichiarato che “se gli Stati Uniti ci attaccano, la risposta sarà dura e definitiva”. La tensione tra Teheran e Washington è salita alle stelle dopo il rifiuto iraniano di avviare nuovi colloqui sul nucleare, spingendo gli Stati Uniti a minacciare possibili ritorsioni.

Blocco Houthi nel Mar Rosso e Mar Arabico
Intanto, i ribelli Houthi dello Yemen hanno annunciato la ripresa del blocco navale contro Israele, dichiarando vietato il transito di navi israeliane nel Mar Rosso e nel Mar Arabico. Questa mossa intensifica la pressione sulla logistica marittima di Israele e potrebbe aggravare ulteriormente le tensioni nella regione.

Trump fa retromarcia sui palestinesi
L’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha cercato di smorzare le polemiche riguardo la presunta espulsione dei palestinesi da Gaza. “Nessuno sta espellendo alcun palestinese”, ha dichiarato durante un incontro con il primo ministro irlandese Micheál Martin a Doha. Le dichiarazioni sono state accolte con favore da Hamas e dall’Egitto, che hanno visto nel dietrofront un segnale positivo verso il dialogo.

Gaza sotto pressione energetica
Nel frattempo, Israele prosegue con il blocco della fornitura di energia elettrica alla Striscia di Gaza, una misura che Hamas ha definito “un ricatto inaccettabile”. Anche la Gran Bretagna ha criticato la decisione israeliana, definendola una violazione del diritto internazionale.

Tregua e trattative
A Doha sono intanto iniziate le trattative per la seconda fase della tregua, nella speranza di alleviare le tensioni e trovare un terreno comune per la pace. Tuttavia, l’instabilità della regione e i molteplici interessi in gioco rendono il cammino verso una risoluzione ancora lungo e incerto.

La situazione nel Medio Oriente resta quindi tesa e carica di incognite, con il rischio costante di un’escalation che potrebbe avere conseguenze su scala globale.

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