5 Ottobre 2026, lunedì
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Mistero Liliana Resinovich: La nuova perizia cambia tutto

La svolta tanto attesa nel caso di Liliana Resinovich potrebbe essere finalmente arrivata. La perizia medico-legale sulle sue spoglie impone una profonda rivalutazione dell’intero procedimento, suggerendo che nuovi accertamenti e acquisizioni potrebbero essere necessari. Tuttavia, i dettagli di questi sviluppi rimangono riservati, come dichiarato dal procuratore facente funzioni di Trieste, Federico Frezza.

Liliana Resinovich scomparve il 14 dicembre 2021 a Trieste, per poi essere ritrovata cadavere il 5 gennaio 2022 nel boschetto dell’ex ospedale psichiatrico. Da allora, il caso ha oscillato tra l’ipotesi del suicidio e quella di un possibile omicidio. Ora, secondo indiscrezioni, la nuova perizia suggerisce che la donna potrebbe essere stata soffocata e quindi morta per asfissia.

Elementi inquietanti sulla scena del ritrovamento

Il corpo di Liliana fu rinvenuto avvolto in modo sospetto: la testa era infilata in due sacchetti trasparenti sigillati al collo con un cordino, mentre il resto del corpo era racchiuso in due grandi sacchi neri per la raccolta dei rifiuti, uno infilato dall’alto e l’altro dal basso. Elementi che fin dall’inizio avevano alimentato forti dubbi sulla tesi del suicidio, sostenuta dalla Procura, ma che il gip Luigi Dainotti aveva già messo in discussione, individuando oltre venti punti critici da approfondire.

Dall’ipotesi di sequestro a quella di omicidio

Il fascicolo d’indagine, inizialmente aperto per sequestro di persona il 22 dicembre 2021, nel giugno 2023 è stato riformulato con l’ipotesi di omicidio. Il giudice aveva anche ordinato la riesumazione del corpo, sepolto nel cimitero di Sant’Anna, per eseguire nuove analisi. La recente perizia è stata affidata a un team di esperti di primo livello: l’antropologa forense Cristina Cattaneo, i medici legali Stefano Tambuzzi e Biagio Eugenio Leone e l’entomologo Stefano Vanin.

Nuove risposte sulla morte di Liliana

Uno degli obiettivi principali della perizia era stabilire con maggiore precisione la data del decesso. In un primo momento si ipotizzò che la morte fosse avvenuta tra le 48 e le 60 ore prima del ritrovamento del cadavere, ma ora la nuova analisi potrebbe fornire dettagli più accurati. Inoltre, si è tornato a parlare di segni e lesioni sul corpo che non erano stati adeguatamente valutati in passato.

Tra gli elementi emersi, spicca la possibile presenza di una lieve frattura alla lamina della seconda vertebra toracica, lesione che potrebbe essersi verificata poco prima della morte. Se confermata, questa frattura dovrà essere analizzata nel contesto delle altre evidenze per comprendere se possa essere correlata a un atto violento.

Ipotesi e dubbi da sciogliere

Le recenti indiscrezioni, già anticipate dalla trasmissione Quarto Grado e rilanciate dall’amico di Liliana, Claudio Sterpin, puntano verso una possibile azione esterna. Sterpin ha sempre sostenuto che Liliana fosse pronta a cambiare vita per trasferirsi con lui, scenario che potrebbe aver avuto un peso nelle indagini.

La relazione peritale appena depositata in Procura potrebbe finalmente fare luce su uno dei casi più controversi degli ultimi anni. Il mistero intorno alla morte di Liliana Resinovich resta ancora irrisolto, ma ora la strada per la verità sembra più chiara.

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