24 Ottobre 2026, sabato
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Traffico Illegale di Rifiuti: Smantellata una Rete Criminale di Grandi Dimensioni con l’Operazione dei Carabinieri del NOE

9 arresti e sequestri per oltre un milione di euro. Interventi in numerose province italiane, con il traffico illecito di rifiuti pericolosi smaltiti in discariche abusive a cielo aperto.

AGGIORNAMENTO DELL’ARTICOLO DELLE ORE 09:00

Il 5 febbraio 2025, i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (NOE) di Lecce, Bari e Napoli, supportati dai Comandi Provinciali di diverse regioni, hanno dato esecuzione a un’importante ordinanza cautelare emessa dal Tribunale di Lecce. L’operazione ha portato all’arresto di 9 persone, tutte accusate di far parte di una rete criminale dedita al traffico illecito di rifiuti, all’abbandono abusivo e alla gestione illecita degli stessi.

Le indagini, iniziate nel giugno 2023 e condotte sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, hanno coinvolto numerose province italiane, tra cui Bari, Taranto, Napoli, Caserta, Cosenza e Matera, rivelando una complessa organizzazione criminale con radici in diverse regioni del sud Italia. Gli arrestati sono accusati di essere parte di un’associazione a delinquere che operava in modo sistematico nel traffico di rifiuti industriali speciali, in particolare scarti pericolosi provenienti dalla Campania e dalla Puglia, smaltiti illegalmente in altre regioni, tra cui Calabria e Basilicata.

Le modalità operative del gruppo erano sofisticate e ben strutturate. Utilizzando autorizzazioni ambientali false, in particolare relative all’azienda EKO Srl di Onano (VT), l’organizzazione riusciva a eludere i controlli per trasferire e smaltire rifiuti senza alcun rispetto per le normative in vigore. In alcuni casi, si facevano passare per operazioni legittime, utilizzando formulari con informazioni mendaci sui luoghi di smaltimento, mentre in realtà i rifiuti venivano abbandonati in terreni agricoli o in capannoni industriali dismessi.

I rifiuti, classificati con codici EER 191212 e 150106, erano principalmente scarti industriali e tessili provenienti da processi produttivi in Campania, ma venivano trasportati e smaltiti abusivamente, generando profitti illeciti consistenti. Le aree individuate come siti di abbandono dei rifiuti sono state principalmente Villapiana (CS), Cassano allo Ionio (CS), Ferrandina (MT) e Pulsano (TA). In queste località, i materiali venivano spesso dati alle fiamme, creando una situazione di grave inquinamento atmosferico e mettendo a rischio la salute pubblica.

L’indagine ha evidenziato l’esistenza di una vera e propria filiera del commercio illecito di rifiuti, che comprendeva fasi di intermediazione, trasporto e smaltimento abusivo. Per giustificare il loro trasporto, gli appartenenti al gruppo utilizzavano documentazione falsa che indicava siti inesistenti come destinazioni finali dei rifiuti. In questo modo, riuscivano a sfruttare il sistema a loro favore, risparmiando su costi di smaltimento legittimi e causando danni ambientali ingenti.

L’attività criminale ha fruttato guadagni illeciti per circa un milione di euro, una somma che è stata sequestrata per equivalente nel corso dell’operazione. Sono stati confiscati anche tre impianti di trattamento e recupero rifiuti, ubicati a Giugliano (NA), Onano (VT) e San Martino Valle Caudina (AV), nonché tre capannoni industriali in Puglia e Calabria, due terreni agricoli in Villapiana (CS) e 25 veicoli utilizzati per il trasporto dei rifiuti.

L’arresto degli indagati, che comprendono autisti, intermediari e i gestori delle società coinvolte, è finalizzato a interrompere il ciclo illecito di smaltimento e prevenire ulteriori danni all’ambiente. Le misure cautelari sono state emesse in fase di indagini preliminari, con gli indagati considerati presunti innocenti fino a una sentenza definitiva.

Il sequestro dei beni e l’arresto dei membri della rete criminale rappresentano un duro colpo per il traffico illecito di rifiuti in Italia, ma le indagini proseguono. Complessivamente, oltre ai 9 arrestati, altre 34 persone sono state coinvolte e deferite all’Autorità Giudiziaria. Le operazioni di monitoraggio e controllo ambientale dei Carabinieri continuano a tutelare l’ambiente e la salute pubblica contro pratiche dannose e illegali.

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