La giunta regionale lombarda ha appena approvato una nuova delibera che modifica le disposizioni sui contrassegni per i richiami vivi, destinati ai cacciatori da appostamento fisso. A sollevare dubbi e preoccupazioni è Paola Pollini, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, che critica duramente la scelta del centrodestra di adottare misure che, secondo lei, potrebbero rivelarsi dannose per gli animali e per le finanze dei cittadini lombardi.
Stando alle prime indiscrezioni, infatti, il provvedimento non solo elimina quasi completamente le tanto celebrate fascette di plastica, ma le sostituisce con anelli in alluminio dotati di bugna. Questa scelta, evidenzia Pollini, è altamente problematicatica. Gli anelli con bugna, infatti, sono stati banditi più di dieci anni fa, a seguito del divieto di cattura dei presicci tramite roccoli. Non solo questi contrassegni sono in violazione delle normative nazionali, che richiedono un formato cilindrico e l’inamovibilità, ma sono anche pericolosi per gli animali, come testimoniano numerosi casi di ferite, talvolta mortali, registrati nel corso degli anni.
In base alla nuova delibera, gli anelli cilindrici in alluminio, che sono ancora in uso, dovrebbero essere sostituiti dagli anelli con bugna, mentre le fascette di plastica potrebbero essere impiegate solo per i richiami vivi appena nati, a condizione che esista un laboratorio certificato che ne garantisca l’inamovibilità. Tuttavia, sottolinea la Pollini, non solo non si conoscono le caratteristiche specifiche di queste fascette, ma non esiste alcuna certezza riguardo a quali laboratori siano disponibili a certificarle. Il risultato? Un ritorno a una situazione di incertezza che, per la consigliera, rappresenta un passo indietro rispetto alle normative precedenti.
Inoltre, la consigliera M5S ribadisce che i “vecchi” anelli in acciaio e duralluminio, tuttora riconosciuti come sigilli ufficiali dalla legge nazionale, continueranno ad essere utilizzati. Le fascette di plastica, quindi, non potranno mai sostituirli, ma saranno una soluzione opzionale e non obbligatoria. Questo comporterà, secondo Pollini, uno sperpero di denaro pubblico, con i cittadini lombardi e italiani che dovranno pagare per un sistema che rischia di essere inefficace e inadeguato, con il concreto pericolo di incorrere in sanzioni da parte dell’Unione Europea per violazione delle normative comunitarie.
“Lega e Fratelli d’Italia sembrano festeggiare una vittoria, ma in realtà stanno mandando in fumo i soldi dei contribuenti”, conclude Pollini, lanciando un appello alla giunta regionale affinché riveda le disposizioni contenute nella delibera e garantisca soluzioni più sicure e conformi alle normative europee.
