La parlamentare Chiara Appendino non usa mezzi termini per commentare l’ultima operazione del governo Meloni: l’espulsione di Najeem Osema Almasri Habish, trafficante di esseri umani, avvenuta con un volo di Stato diretto in Libia. Una mossa che, secondo Appendino, non solo lascia spazio a dubbi sulla gestione dei fondi pubblici, ma si tinge anche di contorni paradossali e ipocriti.
“Tre giorni fa il governo ha liberato e rispedito in patria un criminale, accolto in Libia come un eroe. Quanto è costato ai cittadini rimandare a casa con tutti gli onori un trafficante di esseri umani? Uno di quelli che Meloni aveva promesso di combattere senza tregua in ogni angolo del globo?”, ha dichiarato l’ex sindaca di Torino, annunciando la presentazione di un’interrogazione parlamentare per chiedere chiarimenti sulla vicenda.
Secondo Appendino, l’operazione è stata accompagnata da una gestione comunicativa poco chiara e confusa: “In soli tre giorni, il governo ha fornito cinque versioni diverse, ricorrendo a menzogne, tecnicismi insensati e al classico scaricabarile. È un arrampicarsi sugli specchi indegno di chiunque abbia un minimo di onestà intellettuale”.
La deputata non si è limitata a denunciare la mancanza di trasparenza, ma ha puntato il dito direttamente contro la Premier Giorgia Meloni: “La Presidente del Consiglio dovrebbe avere il coraggio di ammettere la verità. A loro piace liberare e sostenere i criminali di guerra. Non è una novità, è la stessa politica che hanno adottato nei confronti di Netanyahu”.
La questione non si limita ai sospetti di gestione opaca dei fondi pubblici, ma chiama in causa anche la coerenza del governo sulle politiche migratorie e sul contrasto alla criminalità organizzata. Per Appendino, il caso Almasri rappresenta un esempio emblematico di come le promesse elettorali di tolleranza zero contro i trafficanti di esseri umani possano trasformarsi in azioni contraddittorie e difficilmente giustificabili.
L’opposizione ora chiede risposte precise: quanto è costata questa operazione ai contribuenti? Quali criteri sono stati adottati per decidere il rimpatrio? E, soprattutto, quali messaggi si rischia di inviare a livello internazionale, rimpatriando un trafficante accolto come un eroe in patria?
Chiara Appendino promette di portare la questione nelle aule parlamentari, chiedendo chiarezza su un episodio che definisce “un’operazione che insulta l’intelligenza e il buon senso dei cittadini italiani”.
