24 Ottobre 2026, sabato
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Ritorno allo Studiolo di Federico da Montefeltro: tra restauri, segreti e storie nascoste

A Palazzo Ducale di Urbino, un cantiere invernale svela misteri e dettagli nascosti dello Studiolo federiciano, pronto a riaprire al pubblico nel 2025 dopo un accurato restauro.

Il cantiere d’inverno ha preso piede a Palazzo Ducale di Urbino, dove, tra le mura della storica residenza ducale, si stanno realizzando lavori di restauro e adeguamento che riguardano in particolare lo Studiolo di Federico da Montefeltro. Un intervento finanziato con i fondi del PNRR, che non solo interessa l’impiantistica e il riallestimento della collezione della Galleria Nazionale delle Marche, ma anche la manutenzione straordinaria di opere d’arte, arredi e decorazioni storiche. Tra gli elementi più emblematici coinvolti in questo processo di recupero, ci sono i magnifici pannelli intarsiati che rivestono le pareti dello Studiolo, uno dei luoghi più affascinanti del palazzo.

Quest’angolo di grande bellezza, un piccolo spazio intimo e riccamente decorato, è stato finora sottoposto a interventi di restauro che hanno permesso di rivelare nuovi segreti. Fino a oggi, infatti, la parte nascosta dei pannelli era rimasta sconosciuta: il retro delle pareti intarsiate, celato alla vista, è stato finalmente accessibile grazie ai lavori in corso. Questo ha dato la possibilità di scoprire cosa si nascondeva dietro quei preziosi manufatti e di valutarne lo stato di conservazione, in particolare se il buon aspetto visibile fosse solo apparente o se ci fosse bisogno di interventi urgenti.

L’operazione, estremamente delicata, è stata guidata anche dai suggerimenti di un maestro del restauro, Pasquale Rotondi, che durante la Seconda Guerra Mondiale si trovò a dover smontare e proteggere il patrimonio artistico di Palazzo Ducale per evitare danni da bombardamenti. Rotondi, grande storico dell’arte e direttore della Galleria Nazionale delle Marche, aveva compiuto lavori simili e i suoi appunti hanno fornito una guida fondamentale per il restauro odierno. Il trattamento di anossia, che isola i pannelli in un ambiente privo di ossigeno per 30 giorni, ha permesso di eliminare eventuali parassiti nel legno e di garantire la protezione dei preziosi intarsi.

Lo Studiolo, completato nel 1476 dai fratelli Giuliano e Benedetto da Maiano, con la collaborazione di artisti come Botticelli e Francesco di Giorgio Martini, ha attraversato i secoli con numerosi interventi. Già nel 1632, i celebri dipinti degli Uomini Illustri furono modificati e asportati per volere del cardinale Antonio Barberini. Solo in tempi recenti, nel 1934, i dipinti sono stati ricollocati nella Galleria Nazionale delle Marche. Tuttavia, la storia dello Studiolo non si è fermata qui: nel XIX secolo, il piccolo ambiente subì altre modifiche, compreso un misterioso restauro nel 1883.

Nel 1943, per salvarlo dai bombardamenti, lo Studiolo fu smontato sotto la direzione di Rotondi e custodito in sicurezza nei sotterranei. Durante questo periodo, Rotondi ebbe anche la possibilità di studiare le varie fasi di costruzione dell’edificio e di redigere una monografia fondamentale. Da quel momento, lo Studiolo è stato oggetto di ulteriori indagini e restauri, tra cui quelli in corso, che hanno portato alla luce tracce di storie e emozioni dimenticate.

Una scritta a carboncino, ritrovata dietro i pannelli durante il restauro attuale, reca il nome “Pantesilea”, una reminiscenza delle figlie di Pasquale Rotondi, Paola e Giovanna, che, da piccole, lo seguivano nei suoi studi tra le stanze vuote del palazzo. La scritta, legata alla mitologica regina delle Amazzoni, è stata un elemento di gioco e curiosità per le bambine, stimolate dal padre a immaginare storie su chi l’avesse lasciata.

Oggi, lo Studiolo sta attraversando un restauro accurato, con interventi che includono la pulizia delicata dei pannelli, l’applicazione di trattamenti contro i parassiti e la protezione del legno tramite un sistema a gas inerte. Ogni fase di restauro è stata eseguita con la massima attenzione, per conservare intatta la bellezza e l’integrità dell’ambiente.

A partire dalla fine di maggio 2025, dopo il completamento dei lavori, lo Studiolo di Federico da Montefeltro riaprirà finalmente al pubblico, rinnovato e valorizzato, con un nuovo impianto di illuminazione che restituirà tutto il suo splendore. Un’occasione imperdibile per ammirare una delle meraviglie del Rinascimento italiano, che non smette mai di stupire e affascinare.

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