6 Ottobre 2026, martedì
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“Le vie di Maria”: Don Francesco Cristofaro racconta il suo libro

A cura di Ionela Polinciuc

In momenti di incertezza e difficoltà, è naturale sentirsi smarriti e privati di fiducia nel futuro. Tuttavia, ti invito a ricordare che anche nelle situazioni più buie, la fede può essere una luce che illumina il cammino.

La fede non è solo credere in qualcosa che non possiamo vedere, ma è anche avere fiducia nel potere dell’amore, della speranza e della resilienza umana. È il coraggio di continuare a sperare, nonostante le sfide che possiamo affrontare lungo il percorso.

Al riguardo, abbiamo intervistato Don Francesco Cristofaro, l’autore del libro ” le vie di Marie”.

“Le vie di Maria”: Come nasce l’idea di scrivere questo libro?

Questo libro segna una tappa importante della mia vita e del mio cammino, i miei diciotto anni di sacerdozio che ricorrono il 9 aprile. Ricordo quando da bambino, inginocchiandomi dinanzi a quel piccolo altarino realizzato usando una vecchia immagine della Madonna del Carmine, pregavo e chiedevo la guarigione dalla paresi spastica alle gambe. Fu la nonna materna, Carolina, che mi insegnò la mia prima preghiera. Il nonno era morto da tempo e lei viveva la sua vita semplice dedicandosi alla preghiera e alle opere di carità. Spesso trascorreva diversi giorni in casa nostra e per me era motivo di grande gioia. Nonna Carolina aveva un debole per
me. Era solita sedere davanti al camino a recitare il suo Rosario. Una mattina mi sono avvicinato per chiederle che cosa fosse quella catenina che teneva in mano e che cosa stesse facendo. Così mi insegnò l’Ave Maria. Da Allora, la Madonna è entrata nella mia vita e vi è rimasta. Questo libro nasce per dirle il mio grazie e per dire a tutti coloro che lo leggeranno, che Maria è anche la loro Mamma bellissima.

L’orizzonte ti dà il coraggio di camminare?
Bisogna sempre aver presente l’orizzonte che per molti può essere una meta da
raggiungere, un traguardo, una sfida. Per me l’orizzonte è un premio non del tipo “se fai il bravo, ti do il premio”. Premio, inteso come raccolta per tutto ciò che ho seminato. Per me il premio ha un nome: Gesù che ad un certo punto della mia vita mi si è fatto vicino, mi ha teso la sua mano, ha toccato la mia storia ferita e abbiamo iniziato a camminare insieme.
Bisogna “guardare l’orizzonte” e “aggrapparsi all’ancora della speranza” per andare avanti in questo “momento brutto della storia”? Mi hanno particolarmente colpito le sue parole “le vie di Maria hanno percorsi misteriosi” e allora qual è il segreto per evitare gli “inciampi”.
Penso che non dobbiamo avere paura di cadere. L’uomo è una creatura ed è soggetta a limiti e a fragilità. L’importante e non restare a terra. Santa Teresina amava dire: “cadendo e rialzandomi ho imparato a camminare”. Io chiedevo alla Madonna di guarire nelle gambe storte. Lei ha permesso che guarisse il mio cuore. Io vi dico il mio segreto: amo l’umiltà. L’umile è colui che sa chiedere aiuto e sa offrirlo. Io dico tutto alla Madonna poi ci pensa lei. Dio non spiega i suoi misteri con i grandi ragionamenti ma te li mostra attraverso gli avvenimenti e i cuori semplici.

Cosa servirebbe per un nuovo illuminismo Spirituale, soprattutto per quelli che si stanno allontanando sempre di più dalla fede?
Per me una cosa soltanto: L’uomo torni a pensarsi una creatura e non il creatore. Ritorni a darsi dei limiti e a imporsi dei paletti. Lo so, posso sembrare antico ma da sempre, la libertà è stata la cosa più bella che abbiamo avuto in dote ma anche quella che ha creato tanto male. E dovremmo pensare che non siamo solo corpo, materia, ma anima, spirito, sentimenti.
Perché è così difficile il rapporto delle nuove generazioni con la religione?
L’educazione religiosa parte dalla tenera età ed è frutto di un lavoro di insieme. Conosco tanti giovani che lavorano nelle parrocchie e negli oratori. Sono felici. A volte, manca loro il coraggio di testimoniare per paura di essere derisi. Ma, anche dalla nostra parte, quella dei preti intendo, dobbiamo avere il coraggio di scommettere di più, dobbiamo dialogare di più, incontrare. Uso tantissimo i social. C’è di tutto. A volte fa paura ciò che si vede. Io dico sempre ai miei ragazzi: “anche se un giorno, per qualche motivo, deciderete di non venire più, sappiate che da me potete bussare in qualsiasi momento o telefonarmi, ma non intraprendete mai la strada della solitudine”.
Dio ha una volontà particolare su ciascuno di noi?
Dio ha un disegno. Sta a noi continuare quella tela con il nostro si.
Qual è il messaggio che vuole trasmettere attraverso il libro “Le vie di Maria”?
Ogni giorno ci scontriamo con prove, riuscite e fallimenti. Nelle prove può vacillare la speranza. Questo vorrei trasmettere: che se tante possono essere le tempeste della vita, La Madonna è Madre di tutti e, per usare un’immagine, è l’ancora di salvezza, il porto sicuro. Amatela e fatela entrare in casa vostra. Nelle pagine di questo libro farò un viaggio insieme ai lettori in alcuni dei luoghi mariani più importanti della storia. Ci fermeremo a Lourdes, ai piedi della grotta di Massabielle. Torneremo indietro nel
tempo incontrando una giovane pastorella, Bernadette, che in un freddo giorno di febbraio vede una Signora che le cambierà la vita. Da allora, milioni di pellegrini di tutto il mondo hanno visitato quel luogo, toccato quella roccia e alzato gli occhi verso quella statua per chiedere aiuto e rifugiarsi sotto il suo manto. Così è stato per
Giusy Barraco: la sua storia vi riempirà di emozioni. Arriverà a Lourdes con la voglia di farla finita, di non lottare più, e quel viaggio cambierà tutto. Da Lourdes ci sposteremo poi a Fatima: tre bambini, Lucia, Francisco e Jacinta, vedono la Madonna che chiede loro di tornare alla Cova da Iria ogni 13 del mese per sei mesi. Tra i
tanti pellegrini che visiteranno quel luogo nei secoli a venire anche Nicola Ferrara, giunto lì per adempiere a un voto fatto alla Madonna. È una storia forte, la storia di una seconda vita. Infine, andremo a Medjugorje, dove sei ragazzini hanno visto la Madonna su una collina. È la Regina della pace. Molti anni dopo incontriamo
Giuseppe Zavaglia, un giovane che a causa di un grave incidente è diventato tetraplegico. Tutti gli parlano di Medjugorje. Dopo tanti ostacoli, riesce ad affrontare il viaggio che lo porterà lì e niente sarà più come prima. Terminata la lettura, non interrompete però il vostro viaggio con Maria. Continuate a camminare accanto a Lei, la Mamma bellissima. Sarete al sicuro, come coloro che si pongono
sotto il suo manto.

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