6 Ottobre 2026, martedì
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GAZA: una strage senza fine?

A cura dell’Avv. Margherita Morelli

GAZA, LA STAMPA Libera Un’arma rivoluzionaria

Ha perso anche il primogenito dopo aver perso la moglie e i suoi due figli in un bombardamento, notizia che ha ricevuto in diretta, Wael Al Dahdouh questo eroe dei tempi moderni, giornalista accreditato di Al jazeera. L’auto su cui viaggiava il figlio con un collega è stata colpita dai droni israeliani che distruggono tutto ciò che si muove e individuano anche le mosse del giornalisti.
Sono oltre 100 i giornalisti uccisi dal 7 ottobre senza contare quelli che già avevano perso la vita, prima, ai confini di Gaza uccisi dall’esercito israeliano mentre ne seguivano le operazioni nei campi profughi, come Shireen Abu Aklen, uccisa l’11 maggio. Eppure secondo le regole delle convenzioni internazionali e del diritto internazionale i giornalisti non si toccano e la pettorina che li contraddistingue è il loro passaporto.
Il libero pensiero, il coraggio di fare il proprio nobile lavoro, rende questi uomini e donne, perché sono tante le giornaliste che mettono a repentaglio la vita, gemme preziose in un panorama di desolazione, violenza abbrutimento e sopraffazione su civili e bambini inermi, di ignavia globale e cinismo dei governi occidentali e della stampa internazionale.
Grazie al lavoro costante di documentazione della sofferenza del popolo palestinese in un crescendo di disumanità, e orrori, a costo anche di gravissime perdite, che ottunderebbero la mente e strapperebbero l’anima a chiunque, questi Uomini e Donne lasceranno alla storia preziose testimonianze di un olocausto moderno costruito con l’IA, la connivenza e anche il supporto dei paesi occidentali. Questi poi, dovranno rendere conto della ipocrisia e la ignominia con cui hanno gestito le vicende internazionali degli ultimi tempi, in cui i diritti umani si sono disumanizzati o sono stati considerati a senso unico, le convenzioni internazionali sono diventate carta straccia, la democrazia si è spenta e la civiltà è piombata nell’oscurità della barbarie.
Li abbraccerei uno per uno questi nuovi eroi della stampa per portare la mia grande ammirazione per il loro coraggio e la loro insostenibile resilienza alla sofferenza e al dolore. Potrei sostenere la loro terribile ambascia con la mia umana solidarietà nella comune condivisione della idea che gli uomini passano ma la verità e la giustizia non moriranno perché continueranno a camminare sulle immagini che avranno raccolto con la penna e una macchina fotografica, le uniche potenti e rivoluzionarie armi che hanno a disposizione.
Grazie, per il vostro sacrificio.
La storia prima o poi sarà scritta, dovrà essere scritta, dagli uomini giusti sui documenti che grazie al vostro coraggio saranno stati raccolti.

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