Il Mondiale di Formula 1 si apre nel segno della Mercedes. Sul circuito dell’Albert Park di Melbourne il Gran Premio d’Australia consegna infatti alle Frecce d’Argento una doppietta che profuma di rilancio: George Russell conquista la vittoria davanti al compagno di squadra Andrea Kimi Antonelli, autore di una prestazione di grande maturità alla sua prima stagione completa. Alle loro spalle, la Ferrari si prende il podio con Charles Leclerc, mentre Lewis Hamilton chiude ai piedi dei primi tre.
La gara australiana, tutt’altro che lineare, si è decisa soprattutto sul piano strategico, tra neutralizzazioni virtuali e finestre di pit stop sfruttate con tempismo. Russell taglia il traguardo con poco più di tre secondi di vantaggio su Antonelli, firmando la sua sesta vittoria in carriera e conquistando anche la leadership della classifica mondiale dopo il primo appuntamento stagionale.
Il lampo Ferrari allo старт
L’avvio di gara aveva però raccontato una storia diversa. Allo spegnimento dei semafori Charles Leclerc era stato perfetto, scattando al comando mentre le due Mercedes accusavano qualche esitazione. Il monegasco aveva così preso la testa della corsa e nei primi giri aveva ingaggiato un duello serrato con Russell, tenendo viva l’illusione di un pomeriggio da protagonista per la Rossa.
Il momento chiave è arrivato però con la prima Virtual Safety Car della giornata, provocata dal ritiro di Isack Hadjar. Mercedes ne ha approfittato con freddezza: Russell e Antonelli sono rientrati immediatamente ai box per il cambio gomme, guadagnando una posizione strategica fondamentale. Ferrari, invece, ha scelto di non diversificare la strategia tra i due piloti e ha prolungato lo stint, rinviando la sosta.
Una decisione che si è rivelata costosa. Quando è arrivata la seconda VSC — causata dallo stop di Valtteri Bottas — la corsia dei box era temporaneamente chiusa per la presenza in pista della Cadillac del finlandese. Leclerc e Hamilton si sono quindi fermati più tardi, ma in regime di gara piena, perdendo secondi preziosi.
Russell gestisce, Antonelli impressiona
Una volta completato il ciclo delle soste, Russell si è ritrovato al comando con Antonelli alle sue spalle. Da lì in avanti la Mercedes ha controllato il ritmo senza concedere spazi agli avversari. Russell ha gestito con lucidità, mentre Antonelli ha confermato talento e sangue freddo restando costantemente in scia al compagno di squadra e difendendo la seconda posizione fino alla bandiera a scacchi.
Per il giovane italiano si tratta di un risultato di enorme peso, che rafforza l’entusiasmo attorno al suo debutto nella massima categoria.
Ferrari sul podio, McLaren in ombra
La Ferrari si consola con il terzo posto di Leclerc e con il quarto di Hamilton, risultato che lascia comunque l’impressione di un’occasione parzialmente sfumata dopo l’ottimo spunto iniziale.
Giornata più complicata per la McLaren. Il campione del mondo Lando Norris non è andato oltre il quinto posto con una monoposto apparsa meno incisiva del previsto, mentre per il beniamino di casa Oscar Piastri la gara è finita ancor prima di iniziare: il pilota australiano è finito contro il muro nel giro di formazione, salutando il pubblico di Melbourne prima ancora del via ufficiale.
Rimonta Verstappen e sorprese a centro gruppo
Alle spalle dei primi cinque si segnala la rimonta di Max Verstappen. L’olandese della Red Bull, partito dal fondo della griglia, è riuscito a risalire fino al sesto posto limitando i danni in una giornata complicata per il team anglo-austriaco, già colpito dal ritiro di Hadjar nelle prime fasi.
Settimo posto per Oliver Bearman con la Haas motorizzata Ferrari, davanti alla Racing Bulls del britannico Arvid Lindblad, protagonista di un debutto molto convincente in Formula 1.
Chiudono la zona punti Gabriel Bortoleto, che porta i primi punti iridati alla nuova avventura Audi, e Pierre Gasly con l’Alpine.
Il Mondiale riparte dunque da Melbourne con un segnale chiaro: Mercedes è tornata a colpire e Russell, ora leader della classifica, lancia la prima sfida della stagione. Ferrari resta in scia, ma sa già che per battere le Frecce d’Argento servirà qualcosa in più, soprattutto sul fronte delle strategie.
