18 Marzo 2026, mercoledì
HomeItaliaEconomiaInflazione in frenata all’1%, ma il carrello non molla: alimentari e servizi...

Inflazione in frenata all’1%, ma il carrello non molla: alimentari e servizi tengono alto il costo della vita

Dati Istat di gennaio: rallenta la corsa dei prezzi, ma la spesa quotidiana continua a pesare sui bilanci delle famiglie

L’inflazione rallenta, ma il sollievo per le famiglie italiane resta parziale. A gennaio 2026 il carovita torna su livelli che non si vedevano dall’autunno scorso, ma la spesa quotidiana continua a correre più della media. È quanto emerge dalle stime preliminari diffuse dall’Istat, che fotografano un Paese alle prese con una dinamica dei prezzi più contenuta, ma ancora sbilanciata sui beni essenziali.

Secondo l’Istituto nazionale di statistica, l’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al netto dei tabacchi, registra a gennaio un aumento dello 0,4% su base mensile e dell’1,0% su base annua, in calo rispetto all’1,2% di dicembre. Un dato che riporta l’inflazione poco sopra il livello di ottobre 2024, quando si attestava allo 0,9%, segnando una fase di relativa stabilizzazione dopo mesi di oscillazioni.

Dietro il rallentamento complessivo, però, si nasconde una geografia dei rincari tutt’altro che uniforme. A trainare l’aumento dei prezzi continuano a essere i capitoli di spesa più difficili da comprimere per le famiglie. Gli alimentari, sia non lavorati sia trasformati, segnano rispettivamente un incremento del 2,5% e del 2,2% su base annua, confermandosi tra i principali fattori di pressione sul costo della vita. A questi si aggiungono i servizi legati all’abitazione, che crescono del 4,4%, i tabacchi (+3,3%) e i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+3,0%).

Particolarmente significativo è il dato sul cosiddetto “carrello della spesa”, l’indicatore che misura l’andamento dei prezzi dei beni alimentari e di quelli per la cura della casa e della persona: a gennaio il tasso di crescita annuo si attesta al 2,1%, più del doppio rispetto all’inflazione generale. Un segnale chiaro di come, nonostante la frenata complessiva, la spesa indispensabile continui a erodere il potere d’acquisto, soprattutto per i redditi medio-bassi.

Più contenuta, ma comunque sopra l’1%, l’inflazione di fondo – calcolata al netto delle componenti più volatili come energia e alimentari freschi – che si posiziona all’1,8%. Un valore che indica come le tensioni sui prezzi non siano del tutto rientrate e che la discesa dell’inflazione resta graduale, senza ancora tradursi in un alleggerimento diffuso dei costi quotidiani.

Il quadro che emerge dai dati Istat è dunque duplice: da un lato una dinamica inflazionistica complessivamente sotto controllo, dall’altro un carovita che continua a farsi sentire proprio là dove pesa di più, tra supermercati, bollette e servizi essenziali. Una tregua statistica che, per molte famiglie, deve ancora trasformarsi in un reale sollievo nei conti di fine mese.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti