Si chiude oggi, in modo intenso e significativo, il viaggio del Papa in Turchia. Un ultimo giorno dedicato alla preghiera, al dialogo interreligioso e alla solidarietà con le comunità cristiane di Istanbul, prima che Papa Leone XIV voli verso il Libano, dove lo attende una missione diplomatica cruciale. La giornata di oggi segna l’apice di una visita che ha avuto come filo conduttore il dialogo ecumenico e interreligioso, in un Paese in cui la presenza cristiana, seppur storica, si trova a dover fronteggiare sfide quotidiane.
La mattina si apre con una visita particolarmente simbolica alla Cattedrale Armena Apostolica di Istanbul. Qui, il Pontefice è accolto dal Patriarca della Chiesa Armena Apostolica, in un’atmosfera di grande solennità. La Chiesa armena, una delle più antiche del cristianesimo, ha sempre avuto una forte e radicata presenza in Turchia, nonostante le difficoltà storiche e politiche che ne hanno segnato il cammino. Il Papa, come gesto di vicinanza e unità, partecipa a un momento di preghiera ecumenica, un atto che vuole sottolineare l’importanza del dialogo tra le diverse tradizioni cristiane.
Poco dopo, il Pontefice si sposta nella vicina Chiesa Patriarcale greco-ortodossa di San Giorgio, cuore pulsante del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli. Anche in questo caso, l’accoglienza è calorosa e improntata alla speranza di un dialogo sempre più fruttuoso tra le Chiese. Ad accompagnare il Papa ci sono due Vescovi ortodossi, che lo conducono fino all’altare, dove il Patriarca Bartolomeo I presiede la Divina Liturgia. La celebrazione è un momento di grande intensità spirituale, durante il quale Papa Leone XIV, insieme ai fedeli e ai rappresentanti della Chiesa ortodossa, pregano per la pace, l’unità e la fratellanza tra i cristiani. In questo contesto, il Papa pronuncerà un discorso, un messaggio di speranza e di rafforzamento dei legami tra le diverse confessioni cristiane. Un messaggio che non manca di sottolineare le sfide che ancora oggi, nel mondo contemporaneo, le comunità cristiane devono affrontare.
Nel pomeriggio, dopo aver concluso gli incontri religiosi a Istanbul, il Papa si prepara a lasciare la Turchia per proseguire il suo viaggio in Libano. Beirut, capitale di un Paese che da anni è alle prese con una drammatica crisi economica, politica e sociale, lo accoglierà con il bisogno di un forte messaggio di speranza e sostegno. Il Libano, infatti, è uno dei Paesi più segnati dalla conflittualità e dalla divisione, ma anche da una straordinaria resilienza delle sue comunità religiose, che convivono fianco a fianco nonostante le difficoltà. Il primo appuntamento a Beirut vedrà il Papa incontrare le autorità libanesi, con un messaggio che si prevede carico di significato per la stabilità e la convivenza pacifica di un Paese così complesso.
Il viaggio del Papa in Turchia e Libano si inserisce in un contesto più ampio di sostegno alle minoranze cristiane nel Medio Oriente, ma anche di sostegno a quelle comunità che, pur vivendo in un ambiente pluralista, si trovano a dover fronteggiare tensioni politiche e religiose che mettono a dura prova il loro diritto alla pace e alla convivenza. Il Pontefice, con questo viaggio, intende non solo rafforzare i legami ecumenici tra le varie confessioni cristiane, ma anche lanciare un messaggio di speranza per tutte le comunità che vivono in zone di conflitto, ricordando il valore universale della pace, del dialogo e della solidarietà.
Dopo aver reso omaggio alle chiese storiche di Istanbul, Papa Leone XIV lascia dunque la Turchia con il cuore rivolto al Libano, pronto a portare il suo messaggio di pace in un Paese che ha tanto bisogno di ritrovare un equilibrio politico e sociale. La sua visita in Turchia, seppur breve, è stata densa di significato, un passo importante nel lungo cammino di dialogo interreligioso che il Papa sta portando avanti in tutte le regioni del mondo, con un’attenzione particolare verso il Medio Oriente, terra di antiche e profonde tradizioni cristiane.
