11 Giugno 2026, giovedì
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Commissione Ue accusa TikTok e Meta: possibili violazioni del Digital Services Act con maxi-sanzioni in arrivo

La Commissione europea ha rilevato in via preliminare irregolarità nei sistemi di trasparenza e moderazione dei contenuti delle piattaforme, con il rischio di multe fino al 6% del fatturato globale. Meta e TikTok possono rispondere e adottare misure correttive.

La Commissione europea ha espresso in via preliminare il suo parere su possibili violazioni da parte di TikTok e Meta, segnalando irregolarità nel rispetto della legge europea sui servizi digitali (Digital Services Act, DSA). Secondo quanto rilevato, entrambe le piattaforme non avrebbero garantito ai ricercatori un accesso adeguato ai dati pubblici, requisito fondamentale previsto dal DSA per assicurare trasparenza e responsabilità delle piattaforme online.

Per quanto riguarda Meta, la Commissione ha inoltre identificato presunte violazioni specifiche sia su Instagram sia su Facebook. In particolare, il social network sarebbe venuto meno all’obbligo di fornire agli utenti strumenti semplici ed efficaci per segnalare contenuti illegali e per contestare le decisioni di moderazione.

Le piattaforme coinvolte avranno ora l’opportunità di esaminare i fascicoli dell’indagine e di presentare osservazioni scritte in risposta alle conclusioni preliminari della Commissione. Inoltre, potranno introdurre misure correttive per adeguarsi alle disposizioni del DSA. Parallelamente, la Commissione consulterà il Comitato europeo per i servizi digitali, organo che affianca l’esecutivo europeo nella supervisione della corretta applicazione della normativa digitale.

Il rischio di maxi-sanzioni
Se le conclusioni preliminari saranno confermate, la Commissione potrà emettere una decisione di non conformità, con l’applicazione di sanzioni fino al 6% del fatturato annuo mondiale delle piattaforme interessate. L’organo europeo ha inoltre la facoltà di imporre multe periodiche fino all’adeguamento delle piattaforme, una misura volta a garantire l’effettiva conformità al quadro normativo.

Un ulteriore passo verso la maggiore trasparenza digitale è previsto per il 29 ottobre 2025, con l’entrata in vigore dell’atto delegato sull’accesso ai dati. La nuova normativa consentirà ai ricercatori di accedere anche a dati non pubblici provenienti da piattaforme online e motori di ricerca di grandi dimensioni, rafforzando la responsabilità dei gestori e offrendo strumenti per individuare i rischi derivanti dalle loro attività.

La posizione di Meta
Meta ha risposto alle prime indicazioni della Commissione, sottolineando di non condividere le accuse di violazione del DSA. Un portavoce dell’azienda ha dichiarato: «Non concordiamo con le affermazioni secondo cui avremmo violato il Digital Services Act e continuiamo a dialogare con la Commissione europea su questi temi. Nell’Unione europea abbiamo introdotto modifiche alle opzioni di segnalazione dei contenuti, ai processi di ricorso e agli strumenti di accesso ai dati da quando il DSA è entrato in vigore. Siamo fiduciosi che queste soluzioni siano pienamente conformi alla legge europea».

L’evoluzione della vicenda resta ora nelle mani della Commissione europea, mentre TikTok e Meta hanno la possibilità di adeguare procedure e strumenti prima della decisione finale. Le prossime settimane saranno decisive per stabilire se le irregolarità rilevate in via preliminare si tradurranno in sanzioni significative, segnando un precedente importante per l’applicazione del Digital Services Act.

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