6 Settembre 2026, domenica
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“Non tocca a noi salvarci da sole”: l’appello delle Donne Democratiche contro le parole di Nordio

La portavoce Roberta Mori condanna le dichiarazioni del ministro della Giustizia: “Così lo Stato abdica al suo dovere. Servono protezione reale e volontà politica, non rifugi d’emergenza”

“Se un uomo si avvicina oltre i limiti imposti dal braccialetto elettronico, una donna può rifugiarsi in chiesa o in farmacia.”
Con questa affermazione, pronunciata dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, si è aperto un varco inquietante nel dibattito sulla violenza di genere in Italia. Per Roberta Mori, portavoce della Conferenza nazionale delle Donne Democratiche, non si tratta solo di parole infelici, ma della manifestazione di una visione distorta e pericolosa, che scarica sulle vittime il compito di salvarsi da sole.

“Quelle del ministro – dichiara Mori – sono parole irricevibili, dove il cinismo è superato solo dall’inadeguatezza istituzionale che rivelano. È come se lo Stato dichiarasse di voler abbandonare le proprie responsabilità, lasciando alle donne il compito di difendersi con mezzi di fortuna, in un perenne stato di allerta, sempre pronte alla fuga.”

Il problema è profondo e strutturale. Non si tratta solo di una gaffe o di una visione personale, ma del segnale devastante che viene lanciato a tutte le donne che vivono sotto la minaccia della violenza: ovvero che anche dopo aver denunciato, anche dopo aver chiesto aiuto alle istituzioni, la loro sicurezza non è garantita. “È un messaggio – continua Mori – che legittima la cultura della ‘sopravvivenza individuale’ e rafforza quella che chiamiamo vittimizzazione istituzionale: la sensazione, spesso fondata, che lo Stato non sia realmente un alleato.”

La portavoce incalza: “Braccialetti elettronici, misure restrittive, controlli, tecnologie e risorse non possono essere trattati come alibi o palliativi. Se non funzionano, si migliorano. Se non bastano, si rafforzano. Se mancano competenze e personale, si investe. Ma non si abdica mai alla protezione delle vittime.”

Al cuore del messaggio delle Donne Democratiche c’è un principio netto: la sicurezza delle donne non può essere una questione di fortuna, di furbizia o di vie di fuga improvvisate. Deve essere una priorità dello Stato, sostenuta da una volontà politica chiara, concreta, incrollabile. “Perché ogni ostacolo tecnico – sottolinea Mori – è superabile se c’è la volontà di farlo. E oggi, quella volontà deve tradursi in atti, investimenti, assunzioni, formazione, presenza costante.”

La Conferenza delle Donne Democratiche si dice pronta a portare questa battaglia in tutte le sedi istituzionali, affinché la protezione delle donne non sia più considerata un lusso, ma un dovere imprescindibile.

“Non accetteremo mai – conclude Mori – che a una donna venga chiesto di salvarsi da sola. E il ministro Nordio, prima di parlare ancora, dovrebbe chiedersi se è davvero all’altezza del ruolo che ricopre. Perché da quel ruolo dipendono vite.”

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