6 Ottobre 2022, giovedì
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CAV. AVV. ANSELMO SCAPPATURA: ”. La Giustizia è lo specchio della nostra società moderna che appare duale e contraddittoria”

 a cura di Ionela Polinciuc

Parlare della Giustizia in Italia significa parlare di un paradosso. Spetta infatti al nostro Paese il primato della giustizia più lenta d’Europa. Un record di cui potremmo fare effettivamente a meno. La nostra giustizia è lenta, ingolfata e pesante. Al riguardo, abbiamo intervistato il CAV.AVV. ANSELMO SCAPPATURA.

Avvocato, perché la giustizia in Italia è così lenta e costosa?
La domanda che mi ha cortesemente posto, merita una risposta articolata. La Giustizia rappresentata con i termini che ha pronunciato, è lo specchio della nostra società moderna che appare duale e contraddittoria;  da una parte ci ritroviamo ad essere sempre in “affanno”, ovvero a non trovare il tempo per le tante e disparate faccende quotidiane, oppure siamo alla spasmodica ricerca dell’avere “tutto e subito”, di conoscere immediatamente l’ultima notizia, e dall’altro lato, assistiamo quasi silenti, alla lungaggine processuale che subiamo come fosse un qualcosa di avulso da noi. Siamo quasi rassegnati all’immagine di una Giustizia Lenta ed estremamente costosa. Lenta perchè è innegabile che l’organico cui fa fronte la Magistratura Ordinaria ed Onoraria è sottodimensionato rispetto alla domanda e/o richiesta di Giustizia sia nel campo civile quanto in quello penale ed amministrativo, ma anche costosa, perchè oggi, ad esempio gli strumenti di discovery della prova soprattutto nel campo processuale penale, e penso tra tutte alle intercettazioni, necessitano di fiumi di denaro che vengono spesi dalle Procure, in non rare occasioni anche quando non risultano estremamente necessarie. Pertanto, qualora la Politica, intesa come assunzione di responsabilità da parte dei membri del Parlamento, inizi realmente a voler tentare di affrontare seriamente tale problematica, dovrà sicuramente incrementare l’organico della Magistratura Ordinaria, porre in essere una seria riforma della Magistratura Onoraria affidando  a quest’ultima pezzi importanti della Giustizia, ma prevedendo norme cristalline e meritocratiche per l’esercizio a tale funzione, ed infine si dovrà seriamente prendere in considerazione l’attribuzione di un budget di spesa per Procura con le doverose distinzioni da attuare in base al luogo ed alla tipologia di reati cui far fronte, perché se da un lato la lotta alle Mafie deve essere posta in essere con massima forza e sinergia da parte degli Organismi dello Stato, le distorsioni di spesa o peggio le intercettazioni a “cascata” senza pregnanti motivazioni di supporto ( rectius con motivazione copia incolla di rimando) non dovranno più concepirsi perchè estremamente dispendiose in termini di risorse economiche ed inutili per i risultati da raggiungere.

Cosa ne pensa della decisione che ha dovuto prendere in presidente Del tribunale di Roma sospendendo le udienze dal 15 ottobre per 6 mesi?
La decisione per come attuata dal Presidente del Tribunale di Roma non può essere semplicemente “bollata” come una provocazione attuata nei confronti del Sistema che non vuole prendere decisioni importanti sul tema Giustizia. Credo sia il frutto di una scelta ponderata e soprattutto dettata dall’esigenza primaria di poter garantire CREDIBILITA’ ad un sistema, che oggi appare pachidermico, arcaico e poco propenso alla modernizzazione. L’assenza di organico ed il carico eccessivo di lavoro sono elementi essenziali da considerare se si vuole intendere la Giustizia come equa e giusta. Non avere personale, e d’altro canto avere un eccessivo arretrato “ingolfa” coloro i quali debbono dare risposte secondo diritto, avendo l’obbligo di aggiornarsi quotidianamente e spesso dovendo umanamente compiere sforzi insormontabili, come l’aver conoscenza ed assumersi in coscienza la responsabilità di una decisione solo dopo aver studiato migliaia di pagine processuali.

Ma è giusto che sia stato il Presidente Reali a prendere il provvedimento, oppure doveva intervenire il Parlamento?
Per come ho precedentemente argomentato, credo che il Presidente Reali abbia avuto un enorme coraggio a prendere tale decisione, anche se ritengo responsabile unico il Parlamento, per le conseguenze di tale doverosa e giustificata scelta.

Secondo Lei, quale sarebbe la soluzione migliore da adottare con urgenza?
L’unica soluzione ritengo sia una riforma seria dell’Accesso in Magistratura, con una netta separazione delle carriere, previa immissione di  un cospicuo numero di nuovi Magistrati tanto nel settore civile ( e amministrativo oltre che tributario) quanto in quello penale, Giudici e Pubblici Ministeri. Un accesso selettivo meritocratico nella Magistratura Ordinaria, ricorrendo alla stessa per la risoluzione di problematiche quotidiane e/o semplici, ma che spesso sono alla base della maggiorazione della lentezza dei procedimenti in corso. La previsione di reali “controlli” sulla performance dei Magistrati tale da poter sempre avere i “migliori” ed i più “produttivi”. Spero non sia un’utopia, anche se qualcosa ad oggi inizia a muoversi con le diverse e recenti riforme in campo anche se hanno toccato prevalentemente le norme procedurali che spesso “garantivano” tramite rinvii o udienze di mera presenza di noi colleghi avvocati, il procrastinarsi di lungaggini processuali. Sono fiducioso che tale situazione sarà affrontata a breve se non si vuole che la “paralisi” seppur temporanea, attuata dal Tribunale di Roma, sia non un qualcosa di eccezionale ma una triste realtà che avrà tanti altri Tribunali d’Italia come protagonisti, a discapito del povero cittadino utente che spera e crede nella Giustizia.

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