23 Gennaio 2021, sabato
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Paralisi di Bell e vaccino anti-Covid: esiste davvero un nesso?

a cura di Maria Parente

Con oltre 643 mila vaccinazioni effettuate, l’Italia detiene il primato europeo delle somministrazioni, con la Campania che fa l’en plein valutato il rapporto tra somministrazioni e vaccini consegnati. Grande soddisfazione al Governo per i risultati ottenuti così in poco tempo ma comunque non ancora sufficiente poiché ci si prefigge entro giugno di raggiungere quota 22 milioni di persone vaccinate. Teniamo il passo. Tra lockdown e restrizioni perentorie l’obiettivo è alla portata della nostra Nazione, ce la faremo e forse, con parsimonia, potremo lentamente tornare alla vita com’era prima. Dunque, tornando ai vaccini, medicina salvifica dell’umanità, non si fa molta chiarezza sui soggetti che potrebbero non essere idonei alla vaccinazione o che potrebbero rilevare conseguenze significative dopo l’iniezione, e di queste se ne parla molto negli ultimi giorni, in particolare la paralisi di Bell ovvero un infiammazione del nervo che regola i muscoli facciali generalmente provocata da infiammazioni nervose legate ad infezioni virali e/o disfunzioni del sistema immunitario. Di solito è una disfunzione non grave, mite, che scompare da sola entro un mese. Il recupero completo può richiedere fino a sei mesi.

Nel caso del vaccino Pfizer/BioNTech, sono state individuate quattro persone – che hanno tutte ricevuto il vaccino – tra le oltre 43.448 partecipanti al trial clinico, senza però che ci siano dati sufficienti per stabilire un rapporto di causa-effetto, mentre Moderna ha rilevato quattro casi di paralisi di Bell tra gli oltre 22.600 partecipanti, indica FDA che raccomanda di sorvegliare i casi di paralisi di Bell man mano che viene inoculato il vaccino in popolazioni più ampie. Non è ancora chiaro il nesso che vaccino e paralisi facciale ma sembrerebbe comunque verificarsi raramente: solo in Abruzzo su oltre 9 mila persone vaccinate, si sono verificati due casi e nonostante questa forma di paralisi sia chiaramente illustrata tra le controindicazioni del vaccino, i medici si riservano comunque di approfondire eventuali causa differenti nei due soggetti che abbiano potuto rivelare il problema.

Le cause della paralisi di Bell possono essere variegate: origini virali, disturbi immunitari oppure nel caso di specie reazione avversa al vaccino anti-Covid della Pfizer-Biontech

In ogni caso è necessario essere a conoscenza di come si manifesta la paralisi di Bell : il dolore dietro all’orecchio può essere il primo sintomo. I muscoli facciali si indeboliscono improvvisamente, solitamente entro alcune ore. L’effetto varia da lieve debolezza a completa paralisi. Entro 48-72 ore, la debolezza raggiunge il livello massimo di gravità. È colpito un solo lato del viso. Può essere difficile chiudere gli occhi dal lato colpito. Le persone possono non essere in grado di chiudere completamente gli occhi e ammiccano con minor frequenza. La produzione di saliva e di lacrime può essere compromessa. Le persone possono non essere in grado di sentire i gusti con la parte anteriore della lingua sul lato colpito. L’orecchio dal lato colpito può percepire i suoni come anormalmente alti (una situazione chiamata iperacusia) perché il muscolo che allunga il timpano è paralizzato.


Sarebbe davvero utile conoscere l’eventuale incidenza del vaccino sulla paralisi di Bell poiché probabilmente soggetti con alcuni disturbi o malattie pregresse potrebbero essere particolarmente predisposti e quindi presentare il problema, avvilente anche dal punto di vista estetico.

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