22 Ottobre 2020, giovedì
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Studenti-robot: la gestione scolastica “disumana” in periodo di Covid19

|a cura di Maria Parente

La testimonianza di un’insegnante nel Piacentino rivela quanto sia cruento in tempo di Covid19, svolgere il ruolo ed organizzare una classe in prossimità di una lezione: fino ad un anno fa, al suono della campanella ci si ritrovava in aula e dopo il consueto appello si era pronti per iniziare la giornata. Si partiva carichi di entusiasmo, si cercava la complicità dei compagni per aiutarsi nei compiti, si trovava sempre il modo per “staccare” dalla monotonia talvolta pesantezza della lezione di turno. Ci si poteva scambiare qualche chiacchiera ed anche penne o libri in caso di necessità…è da sempre una prassi quella di poter aiutare il compagno in difficoltà. Chiedere il permesso per uscire e recarsi alla toilette era un diritto, eventualmente anche durante lo svolgimento della lezione: è impensabile costringere un bambino ad attendere qualche ora prima di poter aver il permesso per uscire. Eppure oggi in tempo di Covid19 funziona così:

“L’organizzazione scolastica è un vero disastro: si parla sempre più spesso dei disagi dell’istruzione nel Sud Italia ma anche al Nord la situazione non è delle più serene. Ogni classe, per riportare una delle più drammatiche, ha a disposizione solo venti minuti per potersi recare alla toilette: una rotazione che coinvolge tutte le classi fino ad esaurirsi, per poi concedere ancora “venti minuti” a turno e consentire ai ragazzi di poter uscire dall’aula. Tutto questo per evitare che gli studenti possano incrociarsi all’entrata o uscita dei servizi igienici. Le mani devono essere costantemente disinfettate, ed i compiti devono essere corretti in aula, non è più possibile per l’insegnante raccoglierli e lavorare da casa, tempo prezioso a discapito delle lezioni. Posso garantirvi che maggior parte delle ore scolastiche vengono impiegate nello svolgimento delle varie prassi per prevenire la diffusione del Covid19. Onestamente? Rimpiango lo smart working, in queste condizioni è davvero impossibile lavorare.”

Una denuncia forte che ci rende partecipi di una realtà disorientata, che sembra volersi consumare, arrendere, alle imposizioni del Governo: tanto rigore che intralcia, disturba, il lavoro degli insegnanti e sacrifica l’istruzione della futura generazione.

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