Decessi catalogati per Covid ma le cause di morte sono altre: testimonianze e denunce

|a cura di Maria Parente

Decessi all’epoca della pandemia da Covid19: di tutta l’erba un fascio? E’ questo l’enigma che sin dal principio tormenta gran parte degli italiani che assistono ad un aumento di mortalità per Covid in maniera esponenziale, segnalata dalle tv e media nazionali, nonostante poi i risultati delle statistiche pubblicate dall’Istat rivelano il grado di mortalità per Covid più o meno pari alla mortalità per comune influenza negli anni scorsi.

E’ chiaro che questa nuova infezione respiratoria denominata Sars-Cov-2, mai incontrata prima, si sia rivelata più aggressiva sul piano cardio-respiratorio per quasi un’intera generazione di anziani e per persone immunodepresse, seppur giovani, sacrificate indebitamente da una malattia che non ha lasciato loro via di scampo: in particolare il Nord Italia, nelle regioni già note, ha subito una vera e propria violenza, un accanimento impensabile che, si può dire, ha raso al suolo le popolazioni di paesi più suscettibili al virus, la cui proliferazione è stata resa agevola da una serie di fattori determinanti di cui si è parlato a lungo, ma non è su questo che intendo soffermarmi; piuttosto torniamo all’interrogativo che “apre” il dibattito, è proprio vero che tra le numerose vittime classificate per Covid se ne segnalano di coloro che contestualmente all’epidemia hanno perso la vita per altri fatti o malattie che con il coronavirus non hanno niente a che vedere?

Una testimonianza recente affidata al Corriere della Sera con relativa documentazione a certificare il fatto è data da un professionista genovese residente nel Pavese, Alberto Stelluti Scala, 60 anni, già dirigente bancario presso la banca Ubs, il quale nei giorni scorsi ha assistito il padre Giuseppe, che a 88 anni è venuto a mancare a Casarza Ligure (Genova) il 24 agosto scorso. 

Stelluti, rammaricato, confida nell’intervista : “Mio padre si è spento a casa nel suo letto in maniera del tutto naturale e per effetto di un numero consistente di patologie pregresse . Aveva infatti una situazione cardiaca compromessa che ne aveva determinato l’invalidità al 100%, era un paziente con problemi renali e dializzato e soffriva di altre patologie. Tuttavia non si è mai ammalato di Covid, non ha mai registrato i sintomi tipici ne ha dovuto essere ricoverato per alcuna patologia connessa al coronavirus. Né il medico di base né altri professionisti che a vario titolo lo seguivano hanno ritenuto necessario praticargli il tampone in quanto mio padre viveva in una situazione controllata, non era esposto al virus e non presentava alcun sintomo di Covid.

Sulla base dei fatti, il professionista si è sentito in dovere di approfondire la questione : alla richiesta copia della Attestazione Covid Salme tra le ipotesi indicate si richiede nel caso in cui il paziente non sia stato sottoposto a tampone di barrare la dicitura “indeterminato (salma da considerarsi positiva)”

Il dottor Alberto Stelluti Scala non accetta questo tipo di impostazione e la ritiene lesiva sia della verità che della storia clinica del padre, ma anche gravemente pericolosa in termini di statistiche generali: «Sintomi suggestivi che significa? Ritengo inaccettabile che a priori la morte di un anziano che non recava alcun sintomo di Covid debba essere qualificata e attribuita all’emergenza Coronavirus. Se questo criterio, certificato dalla attestazione in mio possesso, viene applicato ad ogni anziano che ogni giorno si spegne di morte naturale o per diverse morbilità pregresse, ne emergeranno dei dati completamente falsati. Ritengo che questo tipo di procedura sia completamente scorretta sul piano tecnico, su quello formale ma soprattutto su quello sostanziale».

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