Vaccini anti-Covid19 da aborto: il nesso che la Chiesa non approva

|a cura di Maria Parente

Il dibattito sui vaccini anti-Covid19 è alimentato ogni giorno da rivelazioni, pro e contro, che destabilizzano l’orientamento delle persone , la volontà di aderire o meno alla campagna vaccinale che a quanto pare non è certo che gioverebbe alla difesa dal Sars-Cov-2 ; la sfiducia proviene dall’esame di fattori molteplici in particolar modo dalla evidente instabilità manifestate nelle caratteristiche del sars-Cov-2, su cui il vaccino viene sperimentato e che sarebbe necessaria per poter procedere in modo certo e affidabile.

Tra le proposte di numerose campagne farmaceutiche fanno capolino ben cinque candidati vaccini anti-Covid19 che si sviluppano da due linee di cellule fetali umane ottenute da aborti volontari in donne gravide e precisamente la HEK-293 (linea cellulare renale fetale isolata da un aborto intorno al 1972) e la PER.C6 (linea retinica ottenuta da un feto di 18 settimane abortito nel 1985)

In quattro dei candidati vaccini le cellule HEK-293 o PER.C6 derivate da quelle originalmente prelevate dai feti abortiti sono utilizzate come “mini-fattorie” per produrre grandi quantità di adenovirus in cui è inibita la replicazione e che servono per introdurre alcuni geni del coronavirus SARS-Cov-2 nel vaccinato così da indurre la produzione di proteine virali e stimolare la risposta immunitaria. Nel quinto potenziale vaccino, le cellule HEK-293 servono per produrre in laboratorio la proteina spike del SARS-Cov-2 che sarà iniettata nella cute con cerotto a microaghi (skin patch) per innescare la reazione immunitaria.  

Sul punto è aperto un dibattito etico, rilanciato dall’intervento di alcuni vescovi australiani, su queste procedure di ottenimento dei prescritti candidati vaccini . Papa Francesco ha ricordato con forza più volte che «l’aborto non è un male minore. È un crimine. È fare fuori uno per salvare un altro […] È un male in sé stesso, […] è un male umano. Ed evidentemente, siccome è un male umano – come ogni uccisione – è condannato» anche dalla Chiesa (17 febbraio 2016). Si comprende, dunque, perché da parte di tre vescovi australiani (un cattolico, un greco-ortodosso e un anglicano) e di altri rappresentanti cristiani e singoli fedeli è stata sollevata una accorata richiesta ai ricercatori, alle industrie biotecnologiche e ai governi di alcuni Stati affinché si orienti lo studio e la produzione dei vaccini anti-Covid-19 verso preparati che non utilizzino linee cellulari fetali. 

La soluzione di dover ricorrere a cellule fetali umane ottenute da aborti volontari in donne gravide va considerata come un’ipotesi di extrema ratio dal dovere di provvedere al bene personale e comune in attesa della disponibilità di altri mezzi profilattici vaccinali o non vaccinali efficaci , configurandosi quindi la liceità dell’uso pro tempore di questi vaccini.

Written By
More from Redazione

Eleonora Girolimini, mamma eroina morta schiacciata per salvare la figlia in discoteca

Eleonora Girolimini è morta per salvare la figlia di 11 anni che rischiava...
Read More