Libertà e illusione: ecco come le masse vengono soggiogate dai poteri forti

|a cura di Maria Parente

Nonostante gli innumerevoli risvolti negativi la faccenda Covid19 si rivela un’ utile espediente per evidenziare come gli Stati manipolano sapientemente le masse, plasmate a loro piacere, relegandole ad oggetti da impiegare per il raggiungimento dei propri scopi. La soggettività giuridica con cui l’essere umano viene designato dal Codice Civile può considerarsi inesistente nelle masse poiché queste ultime abbandonano facoltà e diritti personali per aggregarsi alla maggioranza, uniformandosi alla circostanza, abbindolati da promesse e progetti che in concreto arrecano beneficio solo ed esclusivamente a coloro da cui promanano.

Spiegare il concetto di “massa” non è semplice, comprendere le tecniche con cui le nostre menti vengono soggiogate non è alla portata di tutti , difatti mi rendo conto che i più rifiutano l’accettazione dello stato di fatto, assuefatti dai discorsi, parole magiche che proiettano sogni e speranze verso un futuro migliore, concreto, reale. Un mix micidiale di definizioni e concetti che si impossessano della razionalità umana a cui difficilmente si può sfuggire in quanto per natura siamo portati a fidarci e ad affidarci ai governatori che rappresentano espressamente la volontà popolare, qualora ci sia concessa la facoltà di recarci in sede elettorale ed esprimere la nostra preferenza.

Gli espedienti più comuni utilizzati per circuire le masse risiedono nella comunicazione : le notizie che compaiono su quotidiani, magazine e le stesse divulgate dalla televisione sono parte di un piano studiato a tavolino per convincere e “blindare” l’attenzione dei telespettatori alle sole notizie dichiarate eludendo ogni possibilità di ricerca e approfondimento. I mezzi di comunicazione sono soliti virare l’attenzione su mode e tendenze ovvero su tutto ciò che è superficiale, ignorante e volgare: in questo modo si spingono i cittadini ad assuefarsi alla mediocrità. Non a caso un pubblico ignorante è il miglior alleato della manipolazione di massa. Per questo, il peggioramento del sistema educativo è un’arma molto potente per poter controllare i cittadini.

Così come la diffusione negli anni di notizie che diffondono un senso comune di insicurezza. Il paese, anche quando mantiene una facciata di benessere, deve essere vissuto come un luogo pieno di pericoli e la popolazione deve percepire costantemente una situazione di minaccia: precarietà finanziaria, gang giovanili, bullismo, virus, criminalità, aggressioni, stupri fino al terrorismo e alla guerra, in tal modo auspicando un rapido ed effettivo intervento dello Stato che spesso si traduce nella’ adozione di misure anche d’emergenza che accentrino il potere politico e militare in nome della concretezza e dell’efficienza.

Ovunque ci sia una distanza fra le necessità dei singoli e le decisioni imposte da un potere accentrato si determinano forti condizioni di stress. Entro 20 anni la depressione sarà il problema di salute più diffuso al mondo. L’insicurezza e la precarietà economica aumentano il disagio personale e sociale: cresce del 30% l’incidenza di ansia e del 15% il numero dei pazienti depressi. Complice la crisi economica e il crescente stress a cui sono sottoposti i cittadini del mondo, il “male di vivere” sarà, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la maggiore insidia da combattere. In Europa dall’inizio della crisi, ci sono stati 3.500 morti in più per alcool e 1.700 suicidi in più. Aumentano bullismo, aggressività giovanile e uso di droghe.

Un costante clima di insicurezza dove ognuno è sospettoso dell’altro è attualmente il modo più potente per mantenere la popolazione disgregata e perseguire obiettivi economici e politici. Il Potere di proteggere viene usato da chi governa anche per reprimere i dissensi e controllare l’influenza dei cittadini nelle scelte del paese. In questi scenari, l’odio, i disordini sociali e la guerra, possono diventare le soluzioni finali a tutti i nostri mali.

La sudditanza psicologica al potere ci rende prigionieri, la rinuncia ad esercitare le nostre facoltà e la mancata pretesa affinché i nostri diritti vengano rispettati ci rende schiavi, la libertà è solo un’illusione.

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