17 Giugno 2021, giovedì
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“INUMANO”: mamma costretta ad accordare il fine vita del figlio se colpito da Coronavirus

|A cura di Maria Parente

                         Tempo di lettura: 3 minuti

Ancora più atroce della consapevolezza per una madre di perdere un figlio si contempla l’impossibilità di poter intervenire per garantirgli la salvezza: quante famiglie durante questa epidemia hanno dovuto rassegnarsi alla perdita, assistere al trionfo di una malattia subdola, senza poter far nulla che potesse mettere in salvo la persona amata. Si diceva inizialmente che il virus non presentava un elevato tasso di mortalità e che inoltre le persone a rischio sarebbero stati gli anziani e immunodepressi. Fiuh! Un lieve sospiro per tutti quanti “giovani e sani”, ma non è così semplice e sopratutto, abbiamo potuto constatare, che ce ben poco da sospirare: intere e precedenti generazioni distrutte, case di riposo inghiottite dal Coronavirus, per non parlare degli indigenti e delle persone già affette che malattie gravi, come tumori o problemi cardiovascolari. In Italia e nel resto del mondo.

DNR, Do-Not-Resuscitate order In Inghilterra, ad esempio, viene proposto dal medico alla famiglia del paziente con poche probabilità di sopravvivenza nel caso venisse colpito da Coronavirus, di firmare l’ordine di non rianimazione ovvero un documento, posto da un medico in una cartella clinica del paziente, informa il personale medico che la rianimazione cardiopolmonare non va effettuata in caso di arresto cardiaco. Questo ordine è indispensabile per prevenire inutili e indesiderati trattamenti terminali invasivi.

In particolare è sconsigliata la rianimazione: in assenza di respiro o battito cardiaco,quando non si intravedono spiragli o benefici per il paziente, quando i benefici sono compensati dagli oneri.

Ilhan, la vita sulla lama di un coltello-L’ordine di non rianimare si scontra questa volta con la vita di un bambino di 11 anni : precisamente a Scarborough , città inglese della contea del North Yorkshire, Margaret, una giovane mamma di soli 32 anni si ritrova a dover “lottare” insieme alla sua famiglia dopo aver ricevuto da parte del suo medico di base(GP, in inglese) la proposta di voler firmare l’ordine di non rianimazione nel caso in cui il piccolo Ilhan Ates Suddes ,di soli 11 anni, figlio della donna, venisse colpito da Covid-19.

Ilhan è affetto già dall’età di 3 anni da una rara forma di fibrosarcoma chiamato tumore desmoide, al collo e alla mascella. Mamma Margaret, consapevole della flebile salute del figlio e delle sofferenze che ha patito negli anni della malattia, non ha intenzione di arrendersi. Intervistata da alcuni quotidiani inglese ,dopo aver lanciato il drammatico appello sui social,furiosa, ha affermato: “Nessuno ha il diritto di decidere se qualcuno è degno di RCP o meno. Ilhan è un combattente, lo è sempre stato. “

Questo non è il modo giusto per qualsiasi pratica da parte del medico di base di chiedere qualsiasi DNR specialmente su un bambino, non è etico.” Aggiunge:”Come può la vita di un bambino non valere nulla? Pensa che il governo lo voglia morto. “

Lotterò duramente affinché il mio bambino possa continuare a vivere. Non lo abbandonerò e farò si che gli vengano garantite tutte le cure nel caso di positività al Coronavirus“.

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