L’essenza e la sacralità della vita usurpati dal Coronavirus: le riflessioni di Maria Parente

|a cura di Maria Parente

Nel giro di pochi mesi la nostra Penisola ha subito barbaramente la violenta invasione di contagi da Coronavirus, senza che nessuno da parte delle Istituzioni abbia reso preventivamente partecipe la popolazione del grosso rischio cui andava incontro: smorzata l’ansia e i toni di un virus influenzale ,poco o nulla diverso da quelli che lo hanno preceduto, non è stata presa in considerazione dunque l’elevata facilità di contagio da uomo a uomo che ha consentito all’infezione di propagarsi e “annidarsi” nelle strutture sanitarie, negli ospedali, attualmente considerati principali focolai del Paese: non si contano difatti i pazienti , ricoverati per altre sciagure ,  colpiti dal virus che rapidamente li ha lavati via.

E’ una realtà cruda, amara, infausta: come è possibile nel ventunesimo secolo rinnovare un simile efferato genocidio? Come potremo accettare, alla fine di tutto, che milioni di persone hanno perso la vita indegnamente e ingiustamente? Genitori, nonni, professionisti, medici, italiani e non…tutti, indistintamente, caricati su carri militari e via verso la cremazione. Freddamente. Corpi inermi di cui disfarsi poiché la vita non è più affar loro. E tutta una generazione, dall’altra parte e sopraffatta dal dolore, soffre, dispera perché quell’uomo o quella donna non avrebbe meritato questa morte. Lo Stato, onestamente, non può occuparsi della questione: troppi decreti da mettere nero su bianco, tante faccende burocratiche da sbrigare…il popolo altro non è che una massa, indistinta, più o meno che importanza ha, quando oramai il Coronavirus deve fare necessariamente il suo decorso?Fortunato chi riesce a scansarlo e non proverà la sofferenza di una perdita sulla sua pelle.

La Shoah ,il genocidio di cui furono responsabili le autorità della Germania nazista e i loro alleati nei confronti degli ebrei d’Europa e, , per estensione, lo sterminio di tutte le categorie di persone dai nazisti ritenute “indesiderabili” o “inferiori” per motivi politici o razziali, in effetti non è così lontano: i campi di concentramento e le camere a gas fanno parte di quell’epoca e certamente non avremo più modo di sentirne parlare, ma questo virus infuso nell’aria e che nessuno ha da incolpare se non il pipistrello di Wuhan, fa sì che intere popolazioni si infettino esclusivamente contagiandosi l’un l’altro, un’arma atomica e letale che non genera una guerra sul campo ma miete vittime in ugual misura.

Un nemico invisibile ma consistente, che esiste pur non potendolo affrontare concretamente; l’unico rimedio per indurlo a morire è reprimere la socialità, ponendo a noi tutti l’emblema di un enorme sacrificio: rinuncia alla libertà, agli affetti, alle passioni, al lavoro, alle celebrazioni eucaristiche,alle manifestazioni sportive, all’istruzione, alla cultura, alle serate in compagnia…una cosa è certa: per noi la vita continuerà, per molti altri è finita, terribilmente.

 

Written By
More from Redazione

Sauze di Cesana: Salvati gli escursionisti rimasti bloccati al Bivacco Rattazzo a causa della neve

Ieri pomeriggio si sono concluse le operazioni di recupero dei due escursionisti...
Read More