Corona: “Voglio riconquistare Silvia. Ma il mio grande amore resta Belen”

Fabrizio Corona non è cambiato in carcere, è solo diventato più rancorosa. Prova una gran rabbia e cova una tremenda vendetta. “Che avrò”, specifica l’ex re dei paparazzi, che parla per la prima volta in tv da due anni a questa parte concedendo un’intervista esclusiva a Verissimo, in onda questo pomeriggio.

“Oggi Fabrizio è un ragazzo alla perenne ricerca della serenità e della felicità, vorrei trovare una stabilità anche con Silvia (Provvedi, ndr)”, racconta, confermando che lei lo ha lasciato.

Ricorda il primo incontro con la Provvedi, l’ex re dei paparazzi: “Era un periodo molto particolare, all’uscita dal mio primo arresto: è una donna speciale, quello che ha fatto per me è indescrivibile”. A lei ha affidato tutto quello che aveva, l’ex re dei paparazzi: “Commercialisti, casa, soldi, avvocati”.

E lei non gli ha fatto mancare nulla, mentre lui era in carcere: “Non ha mai saltato un colloquio, mi scriveva 4 lettere a settimana. La mia cella era tappezzata delle sue foto: il resto del mondo era cancellato, avevo solo lei. E lei ha vissuto la mia stessa carcerazione”.

Storia finita adesso? “No, un amore così non lo puoi far finire. Ho le mie colpe, in carcere prendevo una marea di psicofarmaci. Quando sono uscito ho smesso, ma non stavo bene, per un mese e mezzo sono stato un pazzo. Ma io sono ancora innamorato di Silvia: l’ho delusa, ma sto cercando di riconquistarla, per lei nutro sentimenti veri”.

Parla anche delle storie passate Corona: “Quella con Belen è la più importante della mia vita: più di un matrimonio, più di Nina (Moric, ndr). Ora non la vedo più ma ci legherà sempre un grande affetto. Recentemente l’ho vista e l’ho trovata molto maturata”.

Ha amato più Belen o ama più la Provvedi? Corona risponde così: “L’amore per Belen era diverso, era folle e spericolato. Con Silvia è più razionale, maturo e sentito. Silvia è il futuro: se le chiedessi di sposarmi ora mi direbbe no, però se mi impegno forse ci riesco”.

Tornando al carcere, questa la sensazione più forte provata tra le mura del penitenziario di San Vittore: “L’impotenza del non poter chiamare tuo figlio quando sta male e del non esistere”.

Dal carcere ammette di aver continuato a gestire il suo business: “Da Opera ho fatturato più di due milioni di euro: negli ultimi anni, 5 dei quali li ho passati in galera, ho pagato 9 milioni e 800mila euro di tasse. Ho fatturato dalla galera”.

a cura di Mattea Bonica

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