Intervista al grande Maestro Vince Tempera e l’artista Maristella Gallotti

Intervista al maestro Vince Tempera

Direttamente da Sanremo nella diretta TV di Italia Amica  con il grande Maestro Vince Tempera e l’artista Maristella Gallotti

Maestro Vince Tempera Buongiorno. Innanzitutto, la redazione ‘’LA NOTTE’’, le porge le congratulazioni più sincere, per aver dimostrato al Festival di Sanremo ancora una volta il suo imparagonabile talento.

‘’Grazie, grazie. Buongiorno a voi!’’

Maestro: Sappiamo benissimo che Lei ha iniziato giovanissimo a scrivere arrangiamenti e a suonare con orchestre di altissimo livello, debuttando al Festival delle Rose, dirigendo l’orchestra ed essere nominato il più giovane direttore d’orchestra leggera e jazz in Italia. Cosa consiglierebbe ai giovani allievi che cercano di perlustrare le orme del suo lavoro?

‘’Ci sono una serie di suggerimenti. Intanto la preparazione, lo studio. La cosa più importante è ascoltare molta musica anche di altra gente, di altre persone, con guardando gli stili che pian piano in volta in volta si presentano nel mondo d’orchestre, di produzioni, di tutto. Nel senso: anche se magari c’è qualcosa che non piace, bisogna comunque ascoltarla. Perché tante volte, ti serve negli anni, ti serve nella professione. Quindi, un grande ascolto di tutta la musica. Dalla classica alla musica più strana, anche elettronica. Io personalmente ho dei riferimenti di musicisti italiani famosi come il mio grande maestro con cui ho debuttato, seguendo le sue orme mi sono creato un bagaglio di idee musicali, che poi, con la mia età giovanile ho modernizzato. Quindi, è molto importante stare vicino a qualcuno che ne sappia più di te, rubare le idee, la professione, il modo di lavorare. E poi serve un pò di fortuna, ma soprattutto serve  dialogare con i tuoi colleghi. Una volta c’era uno scambio di informazioni, oggi ci sono i computer. Il computer non ti da un’informazione esatta, ti da delle informazioni, ma non esatte. Per farti un esempio: quando si parlava tra di noi di quello che succedeva insomma, spesso c’era anche la discussione, la discussione fa parte della formazione. C’erano aggettivi un pò….insomma che indicano quello che è la scuola…la scuola di Aristotele ..la scuola di Socrate e altro ancora, ma questo significa formazione. Ma, se tu vivi da solo dietro ad un computer, tutto questo non c’è! C’è solo quello che ti trovi nel computer oppure quello che tu pensi di sapere e vai a cercare. Tante volte parlando con altra gente scopri cose che non sai, e le vai a dirle. È questo quello che suggerisco a tutti i ragazzi che iniziano la loro attività, la loro carriera.’’

 Marilyn Manson diceva che la musica è la forma più alta di magia, Lei Maestro cosa ne pensa?

‘’Si esatto! Perché la musica…l’ascolto di un suono mette in moto le onde cerebrali. È stato dimostrato che la musica in sé stessa, sia la musica più semplice che la musica più complessa, attiva una parte del cervello, che altrimenti rimarrebbe ferma per sempre. Nel film ‘’Frankenstein junior’’, quando c’è il mostro che sente il violino suonare, si blocca, va in ecstasy, a sentire questo violino e quella scena è un quadro ironico di quello che è la musica.’’

Maestro Tempera: Lei, oltre ad essere l’icona della musica italiana, viene elogiato per essere vincitore di una serie di dischi d’oro, inoltre, estremamente apprezzato anche come autore di colonne sonore di film. Si parlava tanto del disco d’oro per ‘’ufo robot’’, ma quanti sono esattamente?

‘’Ufo robot..si poi una serie di dischi d’oro.. anche dischi di platino! Sono almeno 10 dischi d’oro conquistati solo sui cartoni animati, poi ci sono quelli sulla musica pop che vanno da Guccini, Biagio Antonacci, Gianluca Grignani e tanti altri insomma.’’

Quando sentiamo il suo nome, non possiamo dimenticare di certo che è stato più volte scelto come direttore d’orchestra di Sanremo, inoltre è molto vicino al circuito ‘’ Grandi Festival italiani che mira a sostenere i giovani talenti, a mio parere è un’ottima iniziativa per aiutare i giovani talenti, ci dica qualcosa al riguardo.

‘’Esatto il grande Festival è una riunione di festival. Geograficamente vanno dalla Sicilia fino alla Lombardia e questo mi serve per poter ascoltare, visionare una serie di giovani talenti, altrimenti questi ragazzi non potrebbero uscire dalla loro Regione. Mi capita a Ragusa, Bari, mi capita in Campania, Avellino. Difficilmente molti ragazzi vengono a Milano per farsi sentire. Questo è un modo al contrario per vedere cosa c’è sul territorio. ‘’

Maestro: Senza dubbio, tutto quello che ha vissuto in questi giorni a Sanremo, se lo terrà nel cuore e nella mente, ma cosa ne pensa delle canzoni dei giovani che hanno incantato il pubblico del settantesimo Festival di Sanremo?

‘’Ma.. sono canzoni che rispecchiano molto la cultura giovanile. Lo so che per chi ha quaranta, cinquanta anni, può far male e dicono tutti: Ah questo non è un Festival, questa non è una canzone italiana. Però, ci sono i giovani che nascono, è una continua evoluzione e non possiamo cancellarli perché noi diciamo! Esiste e sono contento che esiste, perché questo è il nostro futuro. In poche parole si avvicina a quello che è l’Europa o la musica mondiale’’

Maestro: facciamo un passo indietro e parliamo del 20 gennaio scorso, quando al teatro Galli è stato festeggiato il 100 esimo anniversario della nascita del regista, sceneggiatore, fumettista e scrittore italiano Federico Fellini. Sappiamo che Lei ha scelto con grande cura le più belle canzoni delle colonne sonore che hanno accompagnato le pellicole di Fellini; ci sta qualche pezzo che smuove particolarmente il suo cuore?

‘’Guarda…il brano che a me sta molto a cuore..‘’ la strada’’, la strada di Fellini con Giulietta Masina, perché è una melodia particolare. Io sono un po’ anche passionale. Poi altre.. come ‘’la dolce vita’’, ‘’otto e mezzo’’ Fellini vedeva il mondo, vedeva l’umanità come un grande circo. Infatti, spingeva Nino Rota a scrivere musica quasi circense, perché vedeva l’umanità in quel modo. Diciamo che dentro Fellini, riguarda questa musica c’era una grande saggezza, un anticipo delle problematiche del tempo dei giorni attuali.

Ci sono dei ricordi indelebili che lo commuove straordinariamente quando pensa al grande Federico Fellini?

‘’Forse quando ero ragazzo ed è uscito ‘’la dolce vita’’ questo grande scandalo di film ‘’otto e mezzo’’ ed io ero ancora ragazzo, avevo 9- 10 anni ero appassionato di altro tipo di film ..a quei tempi per noi ragazzi c’erano i film storici, western, quindi,  Fellini era ancora per me troppo maturo. Poi, nel tempo, analizzando bene, posso dire che c’era una grande verità nelle sue pellicole, quindi ho iniziato ad apprezzarlo in età avanzata, verso i 30 anni.’’

Maestro lei inizia gli studi musicali in giovanissima età, vincendo importantissime rassegne e concorsi pianistici italiani, a questo punto mi sorge spontanea la domanda: ma, uno dei caratteri distintivi del talento è la precocità?

‘’No! Non è la precocità anche perché io, io si, ero precoce, ma ho iniziato a studiare a 6 anni. Devo dire la verità di concorsi praticamente ho fatto uno solo per la Rai, andato male. Ma è andato male non perché non ero bravo a suonare, ma perché davanti a me c’era un raccomandato, il figlio di un ingegnere. Però, quel ragazzo li è scomparso, io invece sono sopravvissuto perché per me fare un concorso e perderlo …ci rimango male, anzi ci rimassi male ma è uno stimolo per studiare e migliorare me stesso. Tante volte, mi arrivano dei ragazzi precoci, io dico sempre guardate che fra 2-3 anni questo cambia tutto. A volte arrivano dei ragazzi che cantano benissimo, poi, io dico spesso guardate che al primo amore, questi ragazzi abbandonano il campo. Cosa che si è quasi avverata. Appena arriva il primo amore, i ragazzi lasciano l’attività, la passione insomma.

Quindi cosa bisogna fare?

‘’ Bisogna essere come Vittorio Alfieri: legarsi alla sedia e studiare.’’

Concludo con una domanda che mi suscita molta curiosità: può anticiparci qualcosa sui suoi futuri impegni?

‘’Si! Quest’anno, una serie di concerti che farò. Sono entrato nel comitato felliniano, quindi si, concerti che porterò in giro per l’Italia e anche per il mondo con questa orchestra sinfonica di Lecce, la OLES, che mi porterò in giro per il pianeta. Adesso vediamo un po’ come andrà a finire.’’

Ionela Polinciuc

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