“Resto al Sud” pro e contro: risponde il Dott. Aniello Carillo

Presso il Convento di Santo Spirito a Nola, mercoledì 16 ottobre, si è svolto il Convegno “Resto al Sud:L’incentivo Che Sostiene Le Nuove Imprese”. L’evento è moderato da Espedito Pistone, giornalista TG3 Campania, con la partecipazione di illustri Professori e personalità di spicco per l’inizio dei lavori: Dott.ssa Lozzi Beatrice,relatore Invitalia, Prof.Giuseppe Catapano,responsabile area sviluppo Carpe Diem,Dott. commercialista Massimiliano Rota, esperto in valutazione del merito creditizio,Dott. commercialista Aniello Giuseppe Carillo,esperto in finanziamenti agevolati,intervistato per il quotidiano “La Notte Online”

 

’Resto al Sud’’ , pro e contro?”E’ sicuramente una delle domande di finanziamento attualmente più richieste e lo testimoniano le oltre 9000 domande presentate di cui 8800 approvate e solo 200 da prendere in considerazione. Praticamente facendo un esempio di due giovani imprenditore ,in possesso dei requisiti, che vogliono presentare la domanda, possono ricevere 100 mila euro, 35 mila euroa fondo perduto ovvero il premio che lo Stato costituisce a rischio imprenditoriale e non devono essere più restituiti . Mentre per quanto riguarda il 65% bisogna richiederlo presso una delle banche convenzionali. La banca dunque sarà propensa a remunerare il finanziamento perché non solo prima ha ricevuto l’esame imprenditoriale da parte di Invitalia con il colloquio ma perché sullo stesso 65% che deve riceve praticamente il fondo di garanzia gestito dal micro credito centrale che copre l’80% del mutuo quindi sui 65 mila euro praticamente che la banca deve erogare su 100 000 del progetto, l’80% è coperto dal fondo di garanzia quindi i giovani imprenditori devono apporre la firma solo per il 20% scoperto sul mutuo. Presentare la domanda è semplice e viene sbrigata con rapidità. L’unico neo è che la domanda, non supporta il pagamento di quei oneri professionali che l’imprenditore è costretto a supportare nella fase iniziale ed ovviamente l’imprenditore deve rimettere di tasca propria.”

Dott.Carillo,se potesse cosa cambierebbe?Sono contemplate due possibilità:  inserire nella domanda le spese professionali e la previsione dell’usato garantito, per quanto possibile, su beni importanti in modo da poter ampliare la possibilità di partecipare anche per i soggetti che possono anche con una solo domanda di 50.000 euro avere una dotazione strumentale più adeguata, infine sarebbe necessario aggiornare continuamente i professionisti con corsi di formazione ad hoc, in modo tale che la possano trasmettere meglio nozioni e dunque migliorare la gestione e investimento delle spese pubbliche.”

a cura di Maria Parente

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