Genova, un anno dopo: lacrime e dolore accolti dal cordoglio delle Istituzioni

Esattamente un anno fa, il 14 agosto 2018 alle ore 11.36, il Ponte Morandi crolla trascinando con se decine di giovani e famiglie che percorrevano quel tratto per raggiungere la meta delle vacanze.

La città di Genova in questa giornata viene assorbita dal silenzio più profondo rotto soltanto dal suono dolente delle campane delle chiese della città e dal fischio delle sirene delle navi attraccate al porto. In silenzio, nel capannone della nuova Pila 9, dove il Comune di Genova ha organizzato la cerimonia per ricordare la tragedia e dove l’arcivescovo di Genova, Angelo Bagnasco, celebra la messa, ci sono, fra gli altri, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, i due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio, il segretario del Pd Nicola Zingaretti, accompagnato dall’ex guardasigilli, il ligure Andrea Orlando.

La commemorazione di oggi è un modo per manifestare il cordoglio e la solidarietà della cittàai parenti delle vittime, ma la tensione è ancora alta.

Molti familiari hanno deciso di non partecipare alla commemorazione istituzionale.
Oggi Autostrade per l’Italia pubblica, su alcuni quotidiani nazionali e sui giornali liguri, una lettera aperta come messaggio di vicinanza della società per Genova: “Ad un anno dalla tragedia del Ponte Morandi, – si legge – il consiglio di amministrazione di Autostrade per l’Italia, quello di Atlantia e i lavoratori di tutto il gruppo rinnovano il cordoglio e la compassione piu’ sincera per le vittime del crollo e per il dolore dei loro familiari“.
Evidentemente l’inserzione pubblicata serve a ben poco, se, poco prima dell’inizio della commemorazione, la delegazione di Atlantia – la holding che controlla Autostrade per l’Italia – deve lasciare la cerimonia per esplicita richiesta dei familiari delle vittime.Risultati immagini per mattarella genova

Rabbia,dolore, desolazione. Non, però, verso il presidente della Repubblica che è accolto dagli applausi dei rappresentanti delle istituzioni e dei parenti delle vittime. E non verso i Vigili del Fuoco. Ricorda ai giornalisti il comandante dei vigili del fuoco di Genova Fabrizio Piccinini “E’ stato l’intervento del genere più grande livello nazionale, 70 vigili del fuoco arrivarono nel primo quarto d’ora dopo la tragedia, salirono a 350 nelle prime 3 ore, l’immagine più forte che mi è rimasta dentro è l’enorme cumulo di macerie che ci si è presentato davanti, la voglia, la volontà, la forza di riuscire a portare soccorso a coloro che potevano essere coinvolti per salvare delle vite umane, i miei uomini lavorarono allo stremo. L’applauso ai funerali ci ha toccato il cuore, non siamo eroi siamo persone normali“.

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