Salvini e Di Maio continuano a darsi la caccia, e intanto il governo fa cucù

“Dimezziamo i parlamentari, e poi via al voto”: è così che Matteo Salvini, senza esitazione, risponde alla proposta del M5S oggi in Senato. “In molti di voi hanno puntato il dito contro la Lega certi che non avremmo mai accettato la proposta ed invece io, noi, siamo qui per smentirvi: dimezziamo e andiamo al voto””Risultati immagini per salvini di maio

«Oggi siamo alla mossa della disperazione», dice Luigi Di Maio ai cronisti all’uscita del Senato. «Vedere Matteo Salvini cambiare idea li porta in un cul de sac. Se votano la sfiducia a Conte non possono tagliare i parlamentari. Se votano il taglio dei parlamentari non possono votare la sfiducia a Conte. Stanno facendo un pasticcio istituzionale da cui difficilmente usciranno.»

Dopo l’escalation di tensioni e scontri all’interno dell’esecutivo gialloverde, cominciati con il caso Siri e proseguiti lungo la campagna elettorale verso le Europe: quali sono gli altri punti discordanti tra M5S e Lega? Esaminiamoli insieme:

OPERE PUBBLICHE

M5S: NO GRANDI OPERE-Era uno degli slogan della campagna elettorale grillina. Sempre i 5 Stelle hanno chiesto di sottoporre i progetti all’analisi costi/benefici per cassare quelli che sarebbero risultati troppo cari per le casse pubbliche. Particolare ostilità è quella grillina contro la Torino-Lione perché in Val di Susa i 5 Stelle hanno sposato i No Tav. Ma la galleria di base è già scavata per 5 chilometri sul versante francese.

LEGA: AVANTI CON TAV E TAP-La Lega non fa mistero di essere favorevole alle grandi opere, anche a quelle che i grillini osteggiano. Dunque, in particolare, alla Torino-Lione e al gasdotto Tap. Per questo già al momento della stesura del contratto di governo sono stati i leghisti a modificare la formulazione sulla Tav abolendo l’originario “stop” messo nero su bianco dai 5Stelle e trovando una formula più ambigua, quella della “revisione integrale” del progetto. Salvini ha recentemente confermato che per lui Pedemontane, Terzo valico e Tap sono certamente da realizzare.

MIGRANTI

M5S: IL DISSENSO DI FICO-In teoria, il responsabile delle politiche sugli sbarchi dei 5 Stelle dovrebbe essere Danilo Toninelli che guida il ministero dei Trasporti e dunque ha responsabilità sui porti. Ma per tutta l’estate è stato scavalcato nelle decisioni da Salvini. Anche quando Toninelli ha autorizzato l’arrivo di una nave in un porto italiano, Salvini si è poi incaricato di impedire lo sbarco.
LEGA: PORTI CHIUSI ALLE ONG-Sul respingimento dei migranti la Lega ha puntato gran parte delle sue carte nei primi tre mesi di governo.  Di fronte alle rare voci grilline che chiedevano un trattamento umanitario per i migranti, il titolare dell’Interno ha sempre replicato duramente ricordando la dura realtà: “Il ministro sono io”.

EUROPA

Riformare Dublino, la norma che lascia parte dei migranti ai Paesi di sbarco come l’Italia, come vogliono i 5S o erigere un muro contro i migranti, come dice Salvini sulla scia dei Visegrad?

M5S: LONTANI DA ORBÁN-“Visegrad non è il nostro mondo” dice Di Maio mentre Salvini incontra Orbán. E chiede una riforma dei criteri di Dublino sui migranti. Una posizione distante da quella dei leghisti. Ma le pulsioni antieuropee sono nel dna grillino.
LEGA: L’ASSE CON VISEGRAD-Quella, recente, con il primo ministro ungherese è stata ben più di una riunione tra ministri europei. Il leader della Lega ha voluto dargli il significato di un patto politico, lo spostamento a est e a destra della collocazione italiana in Europa. Tanto da schierarsi apertamente, ricambiato, contro la Francia di Macron. Il braccio di ferro sui temi dell’immigrazione è stato uno dei punti di scontro ma non l’unico nella continua polemica con Bruxelles.

Conclusioni: la crisi di governo tra due poli verosimilmente opposti sarebbe scoppiata,prima o poi. Un duello a piena regola , tra Lega e M5S, oggi come un anno fa, rimasto alle prime battute senza che mai l’uno o l’altro siano riusciti ad accordarsi sui punti di dissenso.

Luigi Di Maio, l’uomo da mille e una notte, incarna la figura del Vicepremier affidabile, puntuale e romantico, parlando a toni bassi e sussurrando quel che il popolo vuole sentir dire. Dall’altra invece Matteo Salvini, figura di Vicepremier burbero,spietato e a tratti folle, per niente romantico ma combattivo e coraggioso

Il Premier, Giuseppe Conte, figura anonima, idonea a stare nel mezzo senza però aver saputo mantenere equilibrio tra le due carismatiche parti. Parola agli italiani!

a cura di Maria Parente

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