Ponte Morandi un anno dopo la tragedia: resta Atlantia , la crisi di governo e nemmeno il ricordo delle vittime

Il crollo del Ponte Morandi porta via con se 43 vite, distruggendo sogni, progetti, speranze di giovani e famiglie: accade precisamente il 14 agosto 2018, nel cuore delle ferie estive, l’impensabile si materializza dando vita al peggiore degli incubi. Un anno dopo si torna a parlare di questa tragedia inquantificabile, per i sopravvissuti e per le famiglie delle vittime, ed anche per lo Stato italiano che punta il dito sulla holding Atlantia appartenente al colosso Benetton ,minacciando sin da subito la revoca della concessione di Autostrade per l’Italia S.p.a.

A darne notizia il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, “senza se e senza ma”: la revoca va compiuta e nel minor tempo possibile, il crollo del Ponte Morandi non ha scusanti: la manutenzione da parte della ASPI,società manutentrice del tratto relativo al viadotto che scavalcava il torrente Polcevera, non è stata effettuata a dovere o, nella peggiore delle ipotesi, non è mai stata effettuata.

Ad oggi se ne continua a parlare, si prolunga il battibecco tra Di Maio e la Benetton, anche se oltre le dichiarazioni romantiche del vicepremier i fatti circa la revoca restano discorsi campati in aria. Quasi come il Ponte Morandi, che ha dimostrato con il crollo la debolezza delle sua fondamenta. Luigi Di Maio, comunque, va avanti per le sue, coerente con quanto sostenuto un anno fa:

Lotteremo fino alla fine per dare giustizia alle famiglie distrutte dalla tragedia del Ponte Morandi. Se vieni pagato e fai profitto per gestire un’infrastruttura dello Stato e non lo fai, ci sono delle conseguenze. Che in questo caso si chiamano revoca della concessione. L’Italia è il nostro Paese, non ci facciamo dettare la linea dalle multinazionali”.Risultati immagini per di maio toninelli

Attacchi che si sono moltiplicati anche negli ultimi mesi, nonostante l’ingresso in campo di Atlantia per salvare Alitalia: un’operazione annunciata dal vice premier Luigi Di Maio come un “grande risultato”, anche se solo due settimane prima aveva definito “decotta” la società dei Benetton(tradendo anche una certa ipocrisia).

Certo sembra più un ingresso “forzoso”, forse uno scambio contrattuale per evitare di perdere le preziose concessioni austradali in vigore fino al 2038 che Di Maio dice di voler comunque revocare (“Sulla revoca della concessione ad Autostrade non indietreggiamo di un solo centimetro”).

Un indeciso Vicepremier, Luigi Di Maio, in perenne combutta tra la revoca delle concessioni stradali e la concessione(portata a termire di buon grado)di Alitalia alla holding Atlantia. Torna utile però, portare in auge la tragedia dello scorso anno e dunque facendo leva sul dolore e malumori della famiglie e dell’intero popolo italiano nel momento in cui l’altro Vicepremier, Matteo Salvini , chiede che il Parlamento decida e prima di ferragosto, sulla crisi di Governo in atto.

La crisi di governo ha difatto inciso con determinazione sulla Borsa, trascinando giù il mercato azionario e facendo volare lo spread tra btp e bund oltre quota 230 punti , risvolto tutt’altro positivo per Atlantia che, in quel di Piazza Affari,è arrivata a guadagnare anche il 2,2 per cento: una spinta positiva giustificata dal fatto che lo scioglimento anticipato delle Camere mette ancora più in forse la revoca delle concessioni autostradali della sua controllata Autostrade per l’Italia (Aspi).

Secondo gli analisti di Equita, la buona performance dell’azienda è dovuta al venir meno dello spettro della fine delle concessioni autostradali: un cavallo di battaglia per il movimento 5 stelle, da realizzare con un decreto congiunto di Toninelli e del ministro dell’economia Giovanni Tria. Ora che l’esecutivo procede verso le sue battute finali, diventa più complicato avviare questa procedura e così Atlantia può continuare a gestire, senza la pressione dei pentastellati, una rete da circa 3.000 km.

Gli italiani non dimenticano,affermazione oculata del ministro Toninelli, ma ancor più giusto è ripercorrere scelte e decisioni che non sempre hanno favorito la coerenza e i sentimentalismi manifestati, nelle sedi opportune, da Luigi Di Maio.

a cura di Maria Parente

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