Salute ,in arrivo nuove cure per l’artrite psorisiaca

Il 20-30% delle persone che hanno la psoriasi sviluppa nel tempo anche l’artrite psoriasica, malattia infiammatoria cronica a carico delle articolazioni. Compare prevalentemente tra i 35 e i 50 anni. Più dell’80% dei pazienti con artrite psoriasica ha una storia di psoriasi.

Oltre a quelle della pelle, altre manifestazioni extra-articolari spesso accompagnano il paziente come ad esempio arrossamento degli occhi, malattie cardiovascolari, obesità, diabete, nevrosi e depressione.

Tra le artriti è la forma più complessa da diagnosticare per l’imprevidibilità dei sintomi che, in un primo momento, sembrano interessare solo la cute e non l’intero organismo. A 10 anni dall’esordio della malattia almeno la metà di chi è stato colpito da psoriasi non riesce a mantenere un lavoro a tempo pieno.Risultati immagini per artrite psoriasica

Il nuovo farmaco 

Sono molte le terapie allo studio oggi. Le malattie reumatiche sono state al centro di molte ricerche scientifiche che stanno sviluppando farmaci sempre più potenti. Molte delle novità sono state presentate al Congresso Europeo di Reumatologia Eular 2019 a Madrid. Le più  promettenti riguardano un anticorpo monoclonale, l’ixekizumab, che agisce sull’interleuchina 17-A, una citochina che è coinvolta nel processo di infiammazione.

La psoriasi è una patologia autoimmune che spinge il sistema immunitario ad aggredire le citochine, che sono proteine presenti nella pelle. La cute, dal canto suo, reagisce a questo processo infiammatorio con l’iperproliferazione delle cellule che producono cheratina, dando così luogo alle placche rosse rivestite da squame biancastre.

Un recente studio ha paragonato l’ixekizumab con la terapia tradizionale a base di adalimumab, sempre un anticorpo monoclonale, ma in questo caso inibitore della citochina TNF-alfa.

I risultati hanno dimostrato che le persone con artrite psoriasica dopo 24 settimane di trattamento hanno avuto un miglioramento nei sintomi che vivevano grazie all’uso di ixekizumab rispetto ad adalimumab.

I farmaci a disposizione sono di tre tipi:

• Antinfiammatori non steroidei (Fans) e corticosteroidi (cortisone): attenuano l’infiammazione, il dolore e il gonfiore, ma non modificano l’evoluzione della malattia. Hanno effetti collaterali anche pesanti, come disturbi gastrointestinali (entrambi), insufficienza surrenalica, gonfiore, osteoporosi, iperglicemia e diminuzione della resistenza alle infezioni (i corticosteroidi).

• Farmaci antireumatici di fondo (dmards): migliorano la funzionalità articolare e alcuni rallentano la progressione dei danni articolari.

• Farmaci biologici: derivati da sofisticate tecniche di laboratorio, agiscono bloccando la citochina Tnf, una proteina che ha il potere di innescare processi infiammatori come quelli alla base dell’artrite psoriasica, e sono molto efficaci.
Si assumono solo in casi selezionati e sotto stretto controllo medico a pazienti che non rispondono alle terapie convenzionali. Si usano sottocute (il paziente può farsi le iniezioni da solo) oppure tramite flebo, quindi in ospedale. Hanno un costo molto elevato, ma vengono rimborsati dalla Sistema sanitario nazionale. Un assiduo controllo specialistico riduce i possibili effetti collaterali.

fonte ok-salute.it

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