Whirlpool, tavolo al Mise: Di Maio offre la decontribuzione, ma la società vuole la riconversione del sito di Napoli

Il ministero dello Sviluppo economico offre una decontribuzione per mantenere in vita lo stabilimento Whirlpool di Napoli, ma l’azienda vuole puntare sulla riconversione industriale del sito. E’ quanto emerge dall’incontro al Mise tra governo, società e sigle sindacali. “Siamo pronti a supportare l’azienda”, ha affermato Luigi Di Maio. La replica dell’a.d. Luigi La Morgia: “Solo un nuovo progetto salverà Napoli”.

La posizione dell’azienda – “Ulteriori investimenti dell’azienda nella produzione di lavatrici a Napoli, anche se supportati da significativi incentivi finanziari negli anni, non garantiscono una soluzione sana e sostenibile nel lungo periodo”, ha dichiarato da parte sua La Morgia, sottolineando di “credere fortemente” che “solo un nuovo prodotto sia in grado di ridare nuova linfa al sito e di garantire i posti di lavoro a Napoli”.

Le opzioni sul tavolo – Nel corso del tavolo, l’azienda ha presentato “tutte le opzioni possibili per dare nuove opportunità al sito di Napoli, sempre con l’obiettivo di mantenere i livelli occupazionali e la continuità produttiva”. Le prime tre opzioni – fa sapere l’azienda in una nota – richiederebbero investimenti nelle lavatrici di alta gamma, un segmento di mercato in forte difficoltà da diversi anni, oppure trasferimenti di produzione da siti italiani o EMEA, con potenziali ripercussioni sugli altri stabilimenti e sulla profittabilità dell’azienda. A fronte di un impatto economico compreso tra i 30 e i 70 milioni tra investimenti one-off e ongoing”. Queste soluzioni, però, a detta della stessa azienda “sarebbero in grado di garantire solo parzialmente i posti di lavoro, dimostrandosi quindi non sostenibili nel medio-lungo termine”.Risultati immagini per whirlpool di maio

La quarta soluzione “al momento prevederebbe il mantenimento della produzione di lavatrici da parte di un nuovo player industriale, soluzione alla quale Whirlpool sarebbe aperta se si dovesse eventualmente riscontrare un interesse dal mercato e a determinate condizioni”. Ma anche questa opzione “è al momento del tutto ipotetica, in quanto l’Azienda non ha ricevuto alcuna manifestazione di interesse”. Secondo La Morgia, soltanto “la quinta e ultima opzione presentata garantirebbe il mantenimento della continuità industriale e i pieni livelli occupazionali”. Un “cambio di missione dello stabilimento, in grado di dare un futuro sostenibile al sito nel medio e lungo periodo”, e cioè il “processo di cambiamento verso la produzione di nuovi prodotti sarebbe accompagnato da un percorso formativo volto a supportare lo sviluppo di nuove capacità e competenze del personale”.

fonte tgcom24

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