Whisky ed acqua: le perplessità dei degustatori sul connubio

Whisky ed acqua … aggiungiamo?

Ma soprattutto perché?

 

La domanda che molti  amanti degustatori si pongono è legata al rapporto che lega l’acqua ai whisky. Perchè alcuni ci aggiungono l’acqua? E perchè altri alternano un sorso di whisky ed uno di acqua? Altri bevono il distillato solo con due cubetti di ghiaccio, qual è il modo migliore per i gusti di ognuno di noi di bere il whisky

Differenziamo le bevute…

Whisky liscio

Che per tanti è il modo più semplice ed anche l’unico. Whisky a temperatura ambiente e nient’altro servito in un bicchiere mezzo (medio) tumbler. In realtà in questo modo il whisky non dà il meglio di se, rimane relativamente chiuso e l’alcool (di almeno 40%) è la prima cosa che emerge sia all’olfatto che al gusto, nascondendo parte del patrimonio di molecole odorose che il malto contiene.

 

Whisky con ghiaccio

Beh, lo abbiamo imparato dai film, a guardare la tv sembra che il whisky si possa bere solo “liscio o con ghiaccio”. In realtà il modo meno corretto di gustarsi uno scotch è proprio aggiungendo due o tre cubetti di ghiaccio… anche se io lo preferisco con un grosso taglio di ghiaccio puro.Risultati immagini per whisky acqua

 

Whisky da una parte, acqua dall’altra

Sono in molti a sostenere che il metodo migliore sia munirsi di due bicchieri, uno con whisky liscio ed uno con dell’acqua fresca. Secondo questi, si dovrebbe alternare un sorso di whisky e dopo averlo deglutito, un sorso di acqua da spingere sul palato al fine di smorzare l’effetto anestetizzante dell’alcool e resettare i recettori del gusto e dell’olfatto preparandoli, così ad un nuovo piccolo sorso di whisky.

 

Whisky con una spruzzata di acqua

Se avete visto qualcuno aggiungere acqua nel whisky e credete sia pazzo, state sbagliando di grosso basta seguire i video ed i consigli del maestro del whisky Richard Paterson (il naso da sei milioni di dollari). A differenza di altri prodotti alcolici in cui aggiungere acqua significa annacquarne il profumo ed il sapore, l’acqua nel whisky ne migliora enormemente le caratteristiche gusto olfattive. Non è solo una mia tesi personale e quindi opinabile, tutt’altro.

 

Due scienziati svedesi, Bjorn Karlsson e Ran Friedman, hanno condotto uno studio sulla composizione molecolare del whisky secondo cui nel whisky vi sono delle sostanze che si legano all’acqua ed altre che respingono l’acqua, tra cui un componente chiamato guaiacolo che contiene tutte le molecole aromatiche e responsabile di buona parte del gusto del malto. Pensate ai sentori di pepe nero, tabacco, cuoio, vaniglia, torba e legno tostato, tutte note che compongono il gusto ed il bouquet aromatico di un buon whisky.

 

questo studio ha riscontrato che il guaiacolo si lega all’etanolo (l’alcool contenuto nel liquore) e respinge, invece, l’acqua. In base a questo concetto, quindi, si è potuto verificare che aggiungendo dell’acqua al whisky, il guaiacolo tende a salire in superficie e così facendo, a contatto con l’aria, tutte le componenti aromatiche risultano ben più evidenti, aumentando il profumo ed il sapore del distillato rendendolo anche più vellutato.

Al contrario aumentando l’etanolo, pensate ai whisky full proof (piano grado) imbottigliati a gradazioni alcoliche che possono sfiorare gli 80 gradi, il guaiacolo in superficie è nettamente meno poichè legandosi all’alcool che lo attrae ben più dell’acqua, rimane sul fondo del bicchiere, limitando così le potenzialità del whisky.

aggiungere quindi poche gocce di acqua (preferisco fredda a basso residuo fisso ,,,praticamente pura) nel whisky ne migliora le caratteristiche, niente che gli scozzesi non avessero già intuito secoli fa, d’altronde la Scozia resta pur sempre la patria degli scotch whisky.

Se non posso bere whisky e fumare sigari in Paradiso, allora non ci voglio andare.

(Mark Twain)

Cesare cilvini

Carmine cilvini

 

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