Ammonimento per l’Italia da parte dell’UE: a rischio di infrazione

Le attese raccomandazioni per Paese della Commissione europea saranno rese pubbliche oggi intorno a mezzogiorno. Per l’Italia si va verso la raccomandazione dell’apertura di una procedura d’infrazione per violazione della regola sul debito, ancora eccessivo. A svelare alla stampa il pacchetto, che rientra nell’annuale esercizio del Semestre europeo, saranno il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, e i commissari all’economia e all’occupazione, Marianne Thyssen e Pierre Moscovici. Risultati immagini per Valdis Dombrovskis,

Intanto il commissario europeo al Bilancio, Guenther Oettinger, ha avvertito che Bruxelles potrebbe avviare una procedura di infrazione per disavanzo eccessivo nei confronti dell’Italia. “Se i numeri verranno confermati, non potremo sottrarci alla procedura di infrazione”, ha detto in un’intervista all’emittente televisiva tedesca ‘n-tv’. “L’Italia non dovrebbe essere un rischio per l’Eurozona”, ha aggiunto Oettinger.

Non ha detto una cosa nuova il commissario, nuova semmai, cioè inedita, una prima volta piena di incognite, è la procedura d’infrazione imposta per debito eccessivo: non era mai stata applicata, nemmeno in Grecia ai tempi della troijka.

“Questa sarebbe la prima volta e scatterebbe nei confronti del nostro paese – segnala Dino Pesole sul Sole 24 Ore – una sorta di sorveglianza rafforzata, con un stretto monitoraggio (ogni tre/sei mesi) per verificare se le azioni correttive richieste per rientrare dalla “deviazione significativa” evidenziata siano effettivamente poste in essere. Manovre correttive che rischiano di essere anche molto pesanti poiché inevitabilmente comporterebbero aumenti delle tasse e tagli alle spese e ai servizi sociali. In sostanza viene definita una sorta di calendario per l’adozione delle misure di correzione richieste”.

Il “delitto” che l’Unione europea imputa all’Italia è il debito eccessivo, l’arma del delitto il ricorso a un deficit esagerato nel 2018, ricorso ingiustificato che mina il percorso di progressiva riduzione del debito (un ventesimo l’anno), che disattende le raccomandazioni della Ue e straccia gli impegni presi dai precedenti governi. “Lentamente ma sistematicamente”, secondo le parole del commissario Moscovici, l’Ue si appresta a impugnare questo strumento di pressione, chiamato anche ricorso per inadempimento, che in fondo a un processo lungo prevede la sanzione per gli Stati membri che violano gli obblighi prescritti dal diritto comunitario.

fonte ANSA

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