Per Severino Antinori niente sconto di pena,aumentata a 7 anni e dieci mesi

Si è concluso con una condanna a 7 anni e 10 mesi di carcere, ovvero 8 mesi in più rispetto al primo grado, il processo d’appello a carico di Severino Antinori. Ha retto quindi anche in secondo grado l’impianto accusatorio nei confronti del ginecologo, imputato a Milano per la presunta «rapina» di ovuli a una infermiera spagnola di origini marocchine, avvenuta alla clinica Matris il 5 aprile 2016. La Corte d’Appello milanese ha ritenuto il medico, discusso «pioniere» della fecondazione assistita, responsabile di avere prelevato, nell’aprile 2016, i gameti a una ragazza di 23 anni che aveva denunciato di essere stata immobilizzata, sedata e poi costretta a subire l’intervento. Ma a differenza del Tribunale ha anche riconosciuto ad Antinori, aumentandogli così la pena, la rapina del telefonino della giovane.Immagine correlata

La Corte ha anche accolto i patteggiamenti a 2 anni di carcere, con pena sospesa, proposti dai due coimputati di Antinori, la segretaria della clinica Bruna Balduzzi e l’anestesista Antonino Marcianò, entrambi condannati in primo grado a 5 anni e due mesi. I due, mettendolo pure per iscritto, avevano ammesso i fatti nelle scorse settimane e la scorsa udienza Marcianò, che ha anche risarcito la ragazza, aveva detto in aula rendendo dichiarazioni spontanee: «Mi spiace per tutto quello che è successo se ho sbagliato chiedo scusa e spero che il risarcimento serva alla ragazza per crearsi una vita, la migliore possibile». Dichiarazioni di responsabilità, queste, che, confermando la ricostruzione dell’accusa, di certo non hanno giocato a favore del ginecologo.

fonte: milano.corriere.it

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