“Questa cittadinanza non s’ha da dare!”: così Matteo Salvini ,come Don Abbondio, nega la cittadinanza a Ramy. Ma non senza ragioni

Matteo Salvini frena sulla cittadinanza a Ramy Shehata, il ragazzo eroe di San Donato Milanese che ha chiamato i carabinieri dal pullman dirottato mercoledì scorso da Ousseynou Sy. “A ora non ci sono elementi”, ha affermato il vicepremier e ministro dell’Interno. Ramy sarà invitato al Viminale “quando avrò gli elementi a disposizione per decidere e purtroppo a stasera non ci sono gli elementi per concedere la cittadinanza. Mi spiacerebbe moltissimo, però così è”.Risultati immagini per ramy shelata

Ieri il 13enne, che è stato premiato dall’ambasciata egiziana proprio per il suo gesto eroico, parlando con la stampa si era rivolto al ministro dell’Interno, commentando: “Dopo tutto quello che è successo volevo vedere cosa avrebbe detto Salvini, se tutti i ragazzi fossero morti?”. Quindi aveva aggiunto: “Adesso che tutti lo ringraziano è grazie a me, non perché è bello. Io sono nato qui e da sempre voglio fare il carabiniere. Di Maio – ha concluso – vuole darmi la cittadinanza, io mi fido di lui”.

Parole che hanno innescato la replica di Salvini: “Ramy si fida di Di Maio. Io mi fido della legge – ha puntualizzato il leader leghista – io devo rispettare la legge e farla rispettare. Sono contento che non ci siano morti e feriti grazie a lui, agli altri ragazzi e ai carabinieri. Non commento le stragi mancate”, ha aggiunto. In giornata, mentre Salvini aveva parlato con cautela della concessione della cittadinanza a Ramy, spiegando di stare facendo ” tutti gli approfondimenti del caso”, l’altro vicepremier, Luigi Di Maio era stato più netto: “Diamo la cittadinanza a quel bambino – ha scritto in un post su Facebook -. C’è già una legge che lo consente, non dobbiamo inventarcela. Facciamolo e basta”.

La Redazione

 

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