Progetto della linea Torino-Lione: da ridiscutere

Ridiscutere integralmente il progetto della linea Torino-Lione, nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia: è l’impegno che la maggioranza chiede al governo con la mozione depositata alla Camera, firmata dai capigruppo M5S e Lega, Francesco D’Uva e Riccardo Molinari.

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Il progetto definitivo è stato poi approvato dal CIPE con delibera del 20 febbraio 2015. Quindi si fa riferimento all’analisi costi-benefici chiesta dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che ha dato mandato di predisporre una nuova valutazione dell’adeguamento dell’asse ferroviario T in questione. Obiettivo dell’analisi consentire «un’allocazione delle risorse più efficiente per supportare il procedimento decisionale, con cognizione di causa, se attuare o meno una proposta di investimento o se optare per eventuali alternative», si legge.I due paesi, con il ministro Toninelli e l’omologa francese, nel contempo, hanno firmato «congiuntamente una lettera per posticipare i bandi di gara relativi al tunnel di Base. Un iter, secondo quanto espresso dal ministro, che persegue «l’obiettivo di avere un rapporto di collaborazione e condivisione con la Francia e, contestualmente, con la Commissione Ue.  La presentazione di una mozione alla Camera che impegna il Governo a ridiscutere la Tav Torino-Lione è un atto che va contro gli interessi del territorio e del Paese. Si tratta soprattutto di un passo che danneggia le imprese e i lavoratori e che va contro le necessità di crescita dell’economia e dell’occupazione, oltre che minare le prospettive di sviluppo per il nostro territorio e l’Italia.Così i rappresentanti del sistema delle imprese, del lavoro, della cooperazione e delle professioni di Torino e del Piemonte stigmatizzano la volontà da parte dei capigruppo di Lega e M5S di presentare domani alla Camera una mozione di fatto contro la realizzazione della Tav.Presentando una mozione di questo genere – concludono quindi le associazioni – l’Italia perde quella credibilità sul piano internazionale che è stata costruita non dalla politica ma dalle imprese e dai lavoratori con un grande sforzo per risalire la china della crisi economica e sociale di questi ultimi anni. E la cosa rattrista ancora di più visto che tutto questo è fatto solo per soddisfare un interesse elettorale.

a cura di Cesare Cilvini

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