La Russia in clima di cyberguerra: addio World Wide Web e rete internet propria

Addio World Wide Web: la Russia punta a creare una propria rete internet alternativa a quella globale per poter affrontare una futura possibile guerra cibernetica. 

Alla Duma (la Camera bassa del Parlamento della Federazione russa) è allo studio un disegno di legge presentato a dicembre che chiede i cambiamenti tecnici necessari per operare in modo indipendente. L’idea è quella di garantire che i dati che passano tra organizzazioni e cittadini russi rimangano dentro il Paese, invece che essere mandati all’estero.

Il testo, che mira ad emendare la legge “sulle comunicazioni” e quella “sull’informazione e la protezione delle informazioni”, sarà discusso oggi, 12 febbraio, in seconda lettura. L’idea è quella di creare un’infrastruttura indipendente per operazioni online in Russia. Immagine correlata

Denominata “Programma nazionale di economia digitale”, la bozza esige che i fornitori di servizi Internet (Internet Service Provider, Isp) della Russia garantiscano di poter continuare a operare, in caso potenze straniere agiscano per isolare il Paese a livello di connessione internet.

La Nato e i suoi alleati hanno minacciato più volte sanzioni contro Mosca per i presunti attacchi informatici e altre interferenze online di cui accusano il Cremlino. Le misure previste dal disegno di legge comprendono anche la costruzione di una versione russa del sistema degli indirizzi dei domini (Domain Name System, Dns) in modo che possa operare senza interruzioni, in caso vengano tagliati i link ai server collocati in diversi parti del mondo.

Al momento, sono 12 le organizzazioni che supervisionano i root server per il Dns e nessuna di loro si trova in Russia. Il test del nuovo sistema, atteso entro il 1 aprile, dovrebbe coinvolgere anche gli Isp, dimostrando che possono dirigere i dati ai punti di diramazione (routing point) controllati dal governo russo. Il sistema dovrebbe così filtrare il traffico in modo che i dati inviati tra i russi arrivino a destinazione, mentre quelli destinati a computer esteri vengano scartati. Mosca punterebbe così a far passare tutto il traffico domestico attraverso i suoi routing point.

L’iniziativa, secondo diversi analisti, rientra nei piani del Cremlino di creare un sistema di censura di massa sullo stile di quello cinese, che prova a cancellare il traffico proibito. Secondo i media russi, gli Isp nazionali appoggiano il disegno di legge ma sono divisi sul come mettere in atto l’eventuale nuova legislazione.

a cura di Gennaro Sannino

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