Cesare Battisti arrestato in Bolivia forse sarà espulso tra poche ore Mattarella: «Presto in Italia»

La caccia italiana a Cesare Battisti, durata oltre 37 anni, è finita nella notte su un marciapiede di Santa Cruz, in Bolivia, quando gli agenti dell’Interpol si sono avvicinati all’ex terrorista italiano, e, ottenuti i suoi documenti, lo hanno arrestato senza che lui opponesse resistenza.
Il deputato federale e figlio del presidente brasiliano Jair Bolsonaro ha voluto subito mandare un messaggio al ministro dell’Interno: «Matteo Salvini, il “piccolo regalo” sta arrivando», ha twittato Eduardo Bolsonaro. E lo stesso presidente brasiliano ha risposto in italiano a un tweet del titolare del Viminale : «Conta sempre su di noi» ha scritto

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un comunicato ha auspicato «che Battisti venga prontamente consegnato alla giustizia italiana, affinché sconti la pena per i gravi crimini di cui si è macchiato in Italia e che lo stesso avvenga per tutti i latitanti fuggiti all’estero».
Il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi ha confermato che il lavoro continua affinché l’estradizione in Italia possa avvenire nei tempi più rapidi.

Intanto un aereo del governo italiano con a bordo anche uomini dell’Aise – l’Agenzia d’intelligence che si occupa dell’estero e il cui contributo è stato fondamentale per arrivare all’arresto di Battisti – e investigatori della Polizia è già decollato per la Bolivia. L’arrivo è previsto per il pomeriggio di oggi (ora italiana) ma questo, sottolineano fonti governative, non significa che l’aereo ripartirà subito.

«Un nostro aereo è in viaggio per la Bolivia, atterrerà verso le 17 (ora italiana) con l’obiettivo di prendere in consegna Battisti e riportarlo in Italia. Ad attenderlo qui da noi ci saranno le nostre carceri affinché possa espiare le condanne all’ergastolo» scrive il premier Giuseppe Conte su Facebook. Immagine correlata

Di buon mattino il capo del Viminale esultava così: «La pacchia è finita». Matteo Salvini ha reagito in un lungo post su Facebook dove definisce Cesare Battisti «un delinquente che non merita una comoda vita in spiaggia, ma di finire i suoi giorni in galera». Il ministro dell’Interno ha elogiato e ringraziato le forze dell’ordine italiane e straniere per il «grande lavoro fatto» e il presidente Bolsonaro «per il mutato clima politico che, insieme a un positivo scenario internazionale dove l’Italia è tornata protagonista, hanno permesso questo successo atteso da anni».

Anche il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha reagito su Facebook: «Finalmente, giustizia è fatta» ha scritto in un lungo post. «E’ finita la lunghissima fuga di Cesare Battisti. Il mio pensiero va ai familiari delle sue vittime: Antonio Santoro, Pierluigi Torregiani, Lino Sabbadin, Andrea Campagna. Ora Cesare Battisti sarà riconsegnato all’Italia».

La notizia della cattura anticipata dal Corriere era stata confermata nella notte dall’ambasciatore italiano in Brasile, Antonio Bernardini, che ha celebrato la cattura dell’ex terrorista latitante da dicembre affermando: «E’ stato preso! La democrazia è più forte del terrorismo».
Di buon mattino è arrivato anche il tweet dell’ex premier Paolo Gentiloni:«Finalmente le vittime del terrorismo avranno giustizia».

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